viernes, 8 de octubre de 2021

Guadalajara

 8 de octubre

Marfil Teatro presenta: Mujeres de Arena de Humberto Robles. Dirección: David Hurtado.
Lugar: Foro Periplo
Dirección: Prisciliano Sánchez 790 Col. Centro, Guadalajara Jalisco.
Costo: $150.00 por persona
Funciones: 19:00 y 21:00 h
"Estas funciones forman parte Circuito Nacional de Artes Escénicas en Espacios Independientes en el marco del proyecto Chapultepec, Naturaleza y Cultura".

sábado, 2 de octubre de 2021

“¿Cuántas son muchas?”: la obra de teatro que les pone nombre y apellido a las víctimas de femicidio

Dirigida por Valeria Lorca y del autor mexicano Humberto Robles, habla sobre historias reales más allá de las estadísticas. Estará disponible todos los domingos de octubre en el Espacio Cultural Carlos Gardel.

En Ciudad Juárez, estado de Chihuahua, los femicidios no cesan desde 1993. Esas mujeres asesinadas por odio de género son una brutal muestra de la violencia machista. Para rendirles homenaje a las víctimas, el dramaturgo mexicano Humberto Robles escribió la obra Mujeres de arena, que a partir de este domingo vuelve a los escenarios porteños bajo el nombre ¿Cuántas son muchas?, con la dirección de Valeria Lorca y las actuaciones de Jimena Alemo, Verónica Castro, Junior Pisanu, Claudia Nunia y Maru Villamonte.

“¿Cuántas son muchas?”: la obra de teatro que les pone nombre y apellido a las víctimas de femicidio (Foto: captura TN).

Más allá de los matices puntuales de los sucesos de México, la universalidad del drama de los femicidios hizo que haya sido interpretada por más de 200 grupos de teatro en diferentes partes del mundo. “Nos comunicamos con el autor y le pedimos autorización para cambiar el título, con el fin de acercar la obra a la realidad de nuestro país. Esa pregunta del título local permite comprender con claridad el tema de la obra”, dice la directora en diálogo con TN.

No fue el único cambio, ya que la versión argentina también sumó pasajes musicales a la narración.

Más allá de las diferencias, la pieza cuenta, como la original, historias reales de mujeres asesinadas, historias que llevan nombre y apellido. Las razones de esos crímenes son diversas, pero lo que tienen en común es la falta de respuesta estatal a la hora de prevenir, hacer justicia y luego brindar contención a los familiares.

Luego de su paso por el Centro Cultural San Martín, ahora el Ministerio de Cultura de la Ciudad de Buenos Aires, en articulación con diferentes aéreas del Gobierno porteño (la Dirección General de la Mujer, la Subsecretaría de Gestión Comunal y la Defensoría del Pueblo de la Ciudad) promueven una nueva etapa de presentaciones de ¿Cuántas son muchas?.

“Luego de las funciones habrá charlas con profesionales para abrir un espacio de debate. Debemos promover la perspectiva de género y fomentarla sobre el tema. Además, se explicará sobre los servicios de asesoramiento, contención y patrocinio jurídico que pueden recibir en la Ciudad de Buenos Aires las mujeres que atraviesan situaciones de violencia”, destaca Lorca.

Las funciones serán con entrada gratuita y se realizarán en el Espacio Cultural Carlos Gardel (Olleros 3640, Chacarita) los domingos 3, 10, 17 y 24 de octubre, a las 18. Los tickets podrán reservarse en www.buenosaires.gob.ar/promocioncultural.

La Piedad

Como parte del proyecto Chapultepec, Naturaleza y Cultura surge el Circuito Nacional de Artes Escénicas en Espacios Independientes. Acompáñenos el próximo 02 de Octubre, estaremos dando testimonio de los feminicidios en Ciudad Juárez y en el resto del país con la obra "Mujeres de Arena” de Humberto Robles, presenta Marfil Teatro en el Centro Cultural Sé Arte.

Funciones 6:00pm y 8:00pm
Costo $80
Adquiere tus boletos en Hidalgo 288 Sé Arte o comunícate al 2225673511

Son testimonios que necesitan ser escuchados.

Marfil Teatro

viernes, 1 de octubre de 2021

In Messico vengono uccise dieci donne al giorno e i crimini restano impuniti

Violenza contro le donne

Il dolore di una madre di Ciudad Juarez per l’uccisione delle due figlie di 17 e 21 anni © Spencer Platt, Getty Images

3.723 donne sono state uccise in Messico nel 2020. Per le famiglie cercare giustizia è un inferno. La polizia non indaga e minaccia chi andrebbe protetto.

Sono 3.723 le donne uccise in Messico nel 2020. Almeno dieci donne al giorno. Per le famiglie delle vittime cercare giustizia è un viaggio all’inferno, spesso senza fine. In un report, Amnesty International denuncia un sistema con falle vertiginose fra le autorità dello stato del Messico, il più popoloso del paese: prove perse, indagini incompiute e minacce ai famigliari che premono per avere delle risposte: “Non fate troppo rumore”, è l’avvertimento da parte della polizia.

Una madre e la figlia camminano vicino alla scena di un crimine in cui sono state ammazzate due giovani donne © Spencer Platt/Getty Images
A rinvenire sotto terra il corpo della madre, Julia Sosa Conde, sono state le figlie. Lo hanno trovato scavando con le loro mani nel campo in cui lavorava il compagno, a una settimana circa dalla scomparsa della donna. La polizia è arrivata 21 ore dopo: “Non abbiamo uomini”, è stata la motivazione. Per quel tempo interminabile le figlie hanno vegliato sul cadavere della madre, proteggendo la scena del crimine. Una di loro, Vanessa, racconta anche di come sia stata raccolta la sua denuncia: lei elencava i fatti e l’agente si assopiva, senza ritegno. “Mi faceva le domande e poi si addormentava. È stato orribile”.


La giustizia messicana sotto processo

Il femminicidio di Julia Sosa Conde è uno dei quattro casi avvenuti nello stato del Messico, una delle 32 regioni della repubblica federale, analizzati da Amnesty International nel report “La giustizia sotto processo” pubblicato lo scorso 20 settembre.

Gli ambiti di denuncia sono gravi e diversi: prove non raccolte o perse, indagini debolissime non affrontate secondo una corretta prospettiva di genere, oltre alla vittimizzazione secondaria delle famiglie, perseguitate e intimorite anche dagli organismi deputati a difenderle. Accanto ai femminicidi, il numero di scomparse delle adolescenti nell’intero paese è altrettanto terrificante: nove sparizioni al giorno di ragazze tra i 12 e i 17 anni.

Attiviste scendono in strada a Cancun, Messico, per dire basta alla carneficina © Erick Marfil/ Getty Images

La polizia chiede alle madri di avanzare con le indagini

“Cos’hai scoperto, hai qualcosa per noi?”. È la domanda che Laura Curiel, madre di Daniela Sanchez Curiel, scomparsa dal marzo 2015, si è vista fare più volte dagli ufficiali. La signora Curiel lavorava di notte in un call center, per potersi dedicare di mattina alle ricerche della figlia Daniela, prendendosi anche cura del nipotino che all’epoca aveva solo tre anni. Poi sono iniziate le intimidazioni e il livello di stress è salito al punto tale da non riuscire più a lavorare.

Non si contano le donne che perdono l’indipendenza economica, la salute e la libertà per trovare almeno il corpo delle figlie e assicurare i colpevoli alla giustizia, in un sistema omertoso e indifferente.

I nomi delle vittime di femminicidio sui cartelli di una manifestazione a Città del Messico © Karen Melo/ Getty Images

Le indagini si muovono solo le famiglie fanno pressione 

In un’intervista condotta da Amnesty International, un dipendente dell’ufficio della procura ha dichiarato che l’andamento delle indagini dipende in buona parte dalle pressioni che ricevono sul caso. “Quando andiamo nell’ufficio del procuratore generale vediamo molti fascicoli su omicidi di donne che non vengono nemmeno toccati – racconta ancora Laura Curiel –. Chiediamo ai famigliari delle vittime se ci sono degli sviluppi, la risposta è no, non sanno nulla. Ho sempre pensato che ogni minimo passo fatto delle autorità fosse solo frutto della nostra presenza costante e determinata”.

Indagare, cercare prove, ottenere informazioni, oltre a costare parecchio tempo e denaro, significa mettersi in pericolo. La protezione che dovrebbe essere garantita alle famiglie delle vittime è una chimera. “La realtà è che mi sono sempre protetta da sola”, aggiunge la madre di Daniela. “Ho cambiato casa migliaia di volte. È così che vado avanti, appena mi sento in pericolo mi muovo. Salto da un posto all’altro, perché le autorità non mi hanno mai garantito alcuna sicurezza”.

Le croci rosa dedicate alle vittime di femminicidio in Messico © Yuri Cortez/Afp via Getty Images

I femminicidi in Messico non sono solo a Ciudad Juarez

La piaga dei femminicidi in Messico non riguarda quindi solo le strade polverose e desertiche di Ciudad Juarez e lo stato del Chihuahua, ma tutta la repubblica federale, con un’attenzione crescente allo stato del Messico che, negli ultimi dieci anni, è diventato teatro di una rete sempre più fitta di organizzazioni criminali. Nel 2018, il 79,6 per cento degli abitanti viveva in uno stato di povertà, vulnerabilità e privazione, con un tasso di criminalità tra i più alti del paese.

Lo stato è responsabile degli episodi di violenza compiuti sul suo territorio

Nel 2009, la Corte interamericana dei diritti umani aveva condannato il Messico per violazione dei diritti alla vita, all’integrità, alla libertà personale, per la violazione del dovere di tutelare i minori e per la violazione del divieto di non discriminazione. Una sentenza storica che stabilisce la responsabilità internazionale dello stato per gli episodi di violenza di genere avvenuti sul proprio territorio, con obbligo di riparazione di sedici violazioni entro un anno dalla sentenza.

Un risultato importantissimo, ottenuto dopo anni di battaglie da parte dei famigliari di tre femminicidi, con due delle vittime minorenni, avvenuti nel 2001 nell’area conosciuta come il “campo algodonero”, ovvero il campo di cotone di Ciudad Juarez. Nel 2017 però la stessa corte ha riconosciuto l’adempimento di sole nove disposizioni, sulle sedici richieste.

Un’attivista mostra il cartello con il volto di Isabel Cabanillas e la scritta ‘Non avremo pace se non avremo giustizia’ © Yo Ciudadano

Anche la famiglia dell’attivista Isabel Cabanillas aspetta giustizia

A quasi due anni di distanza, l’assassinio di Isabel Cabanillas, giovane artista, attivista e madre di un bimbo piccolo, è ancora senza colpevoli. Stando alle dichiarazione dell’amministrazione uscente, non è stato possibile raccogliere prove sufficienti per portare il caso in tribunale; restano ancora aperte tre piste investigative e il nuovo ufficio della procura avrà quindi la responsabilità di proseguire con le indagini.

I famigliari e gli amici continuano a credere che Isabel sia stata ammazzata proprio perché nota attivista dell’associazione Hijas de su maquilera madre. È stata ritrovata in strada uccisa con colpi di arma da fuoco il giorno dopo la scomparsa. Era il 18 gennaio 2019.

Isabel Cabanillas davanti al murale a cui stava lavorando il giorno della sua scomparsa © Lidia Graco

In Messico i crimini contro le donne sono un’altra pandemia

Humberto Robles è il drammaturgo messicano autore di Donne di sabbia, lo spettacolo teatrale che raccoglie le testimonianze delle donne di Ciudad Juarez, arrivato in 21 paesi del mondo, con oltre 70 repliche solo in Italia. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente perché, oltre ad essere uno dei portavoce, è l’unico uomo a collaborare, da circa vent’anni ormai, con Nuestra Hijas de regreso a casa, il movimento sociale che sostiene le donne nella loro lotta quotidiana per la giustizia.

“Purtroppo non posso che confermare interamente quanto documentato da Amnesty”, commenta Robles. “Per anni il Messico ha praticato una politica schizofrenica, firmando tutti i trattati internazionali, ma senza applicare le leggi nel paese. Oltre al “campo algodonero”, un altro caso emblematico è quello delle “donne di Atenco” violentate e torturate dai membri della polizia nel maggio del 2006 a San Salvador Atenco, nello stato del Messico. Crimini che nel 2018 sono costati al paese un’altra condanna da parte della Corte interamericana dei diritti umani, ma solo dopo lunghi anni di calvario tra vari processi penali; di questi solo uno arrivato alla conclusione e con sentenza di assoluzione.

La violenza contro le donne nel teatro e nella danza

“Non esiste la volontà politica di porre fine ai crimini contro le donne, che sono un’altra pandemia”, aggiunge Robles. “Non c’è nemmeno la volontà di prevenire la violenza di genere in tutti i settori; alcuni sforzi sono stati fatti, ma sono minimi. Penso ad esempio al teatro e alla danza, ambiti artistici dove gli abusi, le violenze e le vessazioni continuano ad essere denunciati, ma le autorità non agiscono come dovrebbero, lasciando impunti insegnanti e studenti, che continuano a perpetrare questi crimini”.

Chiediamo a Robles perché, secondo lui, nel movimento sociale in cui opera non ci sono altri uomini. Dove sono i padri e i fratelli delle vittime. “È un fenomeno interessante, ma anche molto diffuso”, risponde lui. “Pensiamo alle nonne di plaza de Mayo, in Argentina, che cercano di riportare a casa i bambini fatti sparire dalla dittatura. Credo che gli uomini non siano in grado di affrontare tutto questo, mi riferisco al lutto, al crimine compiuto, al sistema. In molti casi poi, dopo un caso di femminicidio, i mariti scelgono di andarsene, lasciando  moglie e figli. Probabilmente non riescono a sostenere un tale dolore. Le donne sono più forti”.

miércoles, 22 de septiembre de 2021

Unidersidad de Chapingo


La participación de hoy es en el programa artístico de la Universidad Autónoma Chapingo.

Grupo: Lotería Teatro de Aguascalientes

¿Cuántas son muchas? - Buenos Aires

Basada en el libro Mujeres de arena de Humberto Robles, la pieza teatral busca sumergirse en la problemática de los femicidios, visibilizando esta realidad en nuestra sociedad a partir de una producción escénica basada en testimonios y casos reales.

Luego de las funciones se realizará una charla donde profesionales generarán un espacio de debate con perspectiva de género para concientizar a los asistentes sobre esta problemática, también se explicará sobre los diferentes servicios de asesoramiento y patrocinio jurídico que pueden recibir en la Ciudad de Buenos Aires aquellas mujeres que atraviesan algún tipo de violencia. Se brindará contención y asesoramiento a quienes lo soliciten.

Será el primer espectáculo con público a realizarse en uno de los establecimientos del Circuito de Espacios Culturales, lugares propios de la cultura de la Ciudad que desde marzo de 2020 vieron frenada su programación de eventos y actividades por las medidas preventivas tomadas ante la propagación del virus COVID-19. El ciclo de presentaciones se llevará a cabo durante el mes de octubre.

Las funciones, de entrada libre y gratuita, serán en el Espacio Cultural Carlos Gardel (Olleros 3640, Chacarita) los días domingo 3, 10, 17 y 24 de octubre, a las 18 h.

Las entradas podrán reservarse en www.buenosaires.gob.ar/promocioncultural a partir del día de hoy.

lunes, 20 de septiembre de 2021

Presentarán Mujeres de arena, obra que aborda el feminicidio

La puesta en escena será presentada en una gira interestatal, la cual comenzará en La Piedad el siguiente 2 de octubre

Morelia, Michoacán (OEM-Infomex).- El feminicidio, una de las formas más brutales en que se manifiesta la violencia de género, es el tema central de la obra Mujeres de arena, una propuesta del grupo “Marfil teatro” que será presentada en una gira interestatal, la cual comenzará en La Piedad el siguiente 2 de octubre, en el “Sé arte centro cultural”.

Se trata de un tema más que pertinente, porque la idea es generar conciencia y sensibilizar a las audiencias, según expresó en entrevista el director artístico del grupo y la obra en cuestión, David Hurtado.

“Es la primera obra que montamos como Marfil teatro, justo hace cinco años, entonces ahora la retomamos para este circuito. Habla sobre los feminicidios en Ciudad Juárez, pero sabemos que es un problema que se ha convertido en nacional, entonces nuestra puesta en escena es un acto de denuncia y en nuestras motivaciones es tratar de sumar en algún aspecto”.

La propuesta

Mujeres de Arena es una obra de teatro documental, por lo cual parte de hechos reales para dar testimonio de los múltiples feminicidios ocurridos en Ciudad Juárez. Para logra eso, muestra a cuatro mujeres, que representan a una madre, una prima, una hermana y una joven asesinada, quienes a su vez narran la historia de Natalia, Micaela, Lilia Alejandra y Eréndira, cuyas historias son intercaladas con poesía y estadísticas.

La obra fue escrita por Humberto Robles, quien entreteje los testimonios, la poesía y las estadísticas con textos de Antonio Cerezo Contreras, Marisela Ortiz, Denisse Dresser, Malú García Andrade, María Hope, Eugenia Muñoz y Juan Ríos Cantú.

Sobre la forma en que fue recibida la obra por el público, David Hurtado comentó que en general mostró sensibilidad al tema y también por ello decidieron retomarla: “en los encuentros que tuvimos nos dimos cuenta de que ya no hay voces contenidas, es decir, se trata de un acto de denuncia que se replicó; por supuesto que también hubo una sensación de incomodidad al mostrar que es algo muy presente en el día a día”.

La gira

Las actrices que encarnan los personajes escritos por Humberto Robles son Eloísa Ríos, Laura Camacho, Cinthya Bejarano y Estefany Torres, las cuales son, de hecho, las mismas intérpretes que participaron en la obra hace cinco años.

De acuerdo con David Hurtado, el resto del grupo está conformado por Daphne Ocariz en la asistencia de dirección, Sergio Orozco como jefe técnico, Roberto Villava como asistente general, mientras que Paulina Valdés y Oscar Loyola realizaron la imagen general.

Este grupo dará diez funciones en los siguientes espacios alternativos: Sé arte centro cultural (Hidalgo #288 Col. Centro La Piedad, Michoacán), a las 18 y 20 horas; el Foro Periplo, en Guadalajara, Jalisco; donde las presentaciones serán el sábado 2 y viernes 8 de octubre respectivamente.

Luego irán al Laboratorio de arte teatral y escénico de Nayarit (LATEN), de la ciudad de Tepic, el 16 y domingo 17 de octubre; para el 6 y 7 de noviembre estarán en la Casa Caracol, de Colima capital; mientras que el cierre será en Morelia, con el Foro La Mueca (Aquiles Serdán #797 Col centro) como sede. En esta última, las funciones serán el sábado 12 y el domingo 13, a las 19:00 horas.

De acuerdo con David Hurtado, esta gira se realiza gracias a que el grupo fue seleccionado para ser parte del Circuito nacional de artes escénicas en espacios independientes, cuya convocatoria lanzó a nivel nacional, por primera vez, el Centro Cultural Helénico, para impulsar la reactivación o reapertura, según sea el caso, de los foros teatrales.

miércoles, 15 de septiembre de 2021

¿Cuántas son muchas? Una campaña de sensibilización sobre los femicidios


Ciclo teatral y campaña de concientización en el Espacio Cultural Carlos Gardel

¿Cuántas son muchas? Una campaña de sensibilización sobre los femicidios

El Ministerio de Cultura de la Ciudad, a través del Espacio Cultural Carlos Gardel, anuncia un ciclo de funciones de ¿Cuántas son muchas?, obra teatral dirigida por Valeria Lorca.

(Buenos Aires, 15 de septiembre de 2021) - El Ministerio de Cultura de la Ciudad de Buenos Aires, a través de la Dirección General de Promoción del Libro, las Bibliotecas y la Cultura, en articulación con la Dirección General

de la Mujer, la Subsecretaría de Gestión Comunal, a través de la Dirección General Relaciones con la Comunidad, y la Defensoría del Pueblo de la Ciudad de Buenos Aires anuncia la presentación de la obra de teatro ¿Cuántas son muchas?, una propuesta escénica de la directora Valeria Lorca que busca promover una reflexión crítica en torno a la realidad de las mujeres. Las funciones, de entrada libre y gratuita, se realizarán durante octubre en el Espacio Cultural Carlos Gardel.

Basada en el libro Mujeres de arena de Humberto Robles, la pieza teatral busca sumergirse en la problemática de los femicidios, visibilizando esta realidad en nuestra sociedad a partir de una producción escénica basada en testimonios y casos reales.

Luego de las funciones se realizará una charla donde profesionales generarán un espacio de debate con perspectiva de género para concientizar a los asistentes sobre esta problemática, también se explicará sobre los diferentes servicios de asesoramiento y patrocinio jurídico que pueden recibir en la Ciudad de Buenos Aires aquellas mujeres que atraviesan algún tipo de violencia. Se brindará contención y asesoramiento a quienes lo soliciten.

Será el primer espectáculo con público a realizarse en uno de los establecimientos del Circuito de Espacios Culturales, lugares propios de la cultura de la Ciudad que desde marzo de 2020 vieron frenada su programación de eventos y actividades por las medidas preventivas tomadas ante la propagación del virus COVID-19. El ciclo de presentaciones se llevará a cabo durante el mes de octubre.

Las funciones, de entrada libre y gratuita, serán en el Espacio Cultural Carlos Gardel (Olleros 3640, Chacarita) los días domingo 3, 10, 17 y 24 de octubre, a las 18 h. Las entradas podrán reservarse en www.buenosaires.gob.ar/promocioncultural a partir del viernes 17/9.

Por otro lado, el viernes 17/9 en la Biblioteca pública Parque de la Estación, Pres. Tte. Gral. Juan Domingo Perón 3326, el elenco y los y las promotores del ciclo charlarán con los medios sobre el mismo.

martes, 14 de septiembre de 2021

Marfil Teatro



Obra beneficiada por el apoyo Circuito Nacional de Artes Escénicas en Espacios Independientes 2021

Obra dirigida por David Hurtado

domingo, 12 de septiembre de 2021

Domingo: funciones virtuales

✝️"Mientras exista una luz, quedará la esperanza de que vuelvan nuestras
mujeres, nuestras hermanas, nuestras hijas de regreso a casa."✝️

⚠️Funciones virtuales a través de YouTube live.
Domingos: del 22 de agosto al 12 de septiembre, 8 pm.⚠️

🎟️ Adquiere tus boletos en: https://boletopolis.com/es/evento/19098 

Autor: Humberto Robles 

Directoras: Mónica Araiza y Quetzalli Lovera

Elenco: Daniela Semiramis, Karina Rojano y Alberto García 

Duración: 50 minutos 

Sinopsis: ¿Y si su hija o su madre o su hermana desaparecieran un día cualquiera? ¿Y si pasaran semanas y meses sin saber de ellas? La obra habla sobre el feminicidio. Relata testimonios desde diferentes puntos de vista: la madre, la prima, la víctima. Los testimonios tienen cosas en común, todas exigen justicia, ser escuchadas, exigen respeto y apoyo.

sábado, 24 de julio de 2021

Aguascalientes

Julio 16, 17, 23 y 24 - 20 hrs.

Nitro Sport Center, Zona Centro 

Dir. Óscar González

viernes, 2 de julio de 2021

¿Cuántas son muchas? (Mujeres de Arena) - Buenos Aires




VIERNES 18/6 A LAS 20HS
Tres funciones: el viernes 18 y 25 de junio - 1 y 2 de julio a las 20 hs.
Sala Muiño. La entrada 350 pesos
Estreno: Viernes 19 de marzo a las 21hs
Funciones: Viernes a las 20 hrs (nuevo horario)
Última función: Viernes 30 de abril
Duración: 55 minutos
📍Sala Muiño (Sarmiento 1661, CABA)

Mujeres y niñas son asesinadas y muchos miran para otro lado.

Como si no importara, como si no fuera para tanto, como si las víctimas lo merecieran.

Sucede en Ciudad Juárez, en México, donde, se estima, desde 1993 a la actualidad, han muerto más de 3.000 mujeres y más de 600 han desaparecido. Y se las mata porque sí, porque son mujeres, porque son jóvenes, porque son pobres y porque quienes lo hacen, pueden hacerlo. A la gran mayoría de ellos no se los encuentra, no se los investiga, y una arraigada cadena de silencios, complicidades e indiferencia parece protegerlos.

¿Cuántas son muchas? Te interpela, te hace repensar la situación cruel y absurda que viven algunas mujeres.

La pieza procura mostrar que las mujeres asesinadas no son un número, sino que, por el contrario, tienen nombre, rostro, historia y muchos sueños truncados.

Allí están sus madres, padres, hermanas, hermanos, amigas, primas y hasta el diario íntimo de una de ellas dando testimonio del horror, de la sinrazón, de la injusticia, del dolor sin fin.

La obra que lleva el nombre de nuestra compañía refleja una realidad y enciende una luz de esperanza.

Es la obra de teatro sobre feminicidios más representada y traducida en varios idiomas en los últimos 18 años, en el mundo. #TeatroÚtil

Autoría: Humberto Robles
Dirección: Valeria Lorca
Producción general: Alejandro Grinblat
Producción ejecutiva: Claudia Nunia

Elenco: Alemo Jimena, Castro Verónica, Grinblat Alejandro, Nunia Claudia, Villamonte Maru, Pisanú Jordi

Sonido: Valeria Lorca, Olesya Mikheeva
Vestuario: Valeria Lorca
Iluminación: Gonzalo Calcagno, Javier Poplika
Fotografía: Maru Villamonte, Olesya Mikheeva
Realización audiovisual: Olesya Mikheeva
Asesores de Tango: Raúl Moure, Antonela Méndez


19 de Marzo 2021
Entrada a la gorra

¿Cuántas son muchas? Una obra teatral que se adentra en la problemática de los femicidios, desde la mirada de las víctimas y sus familiares. A través de testimonios y casos reales refleja una realidad, y enciende una luz de esperanza. Escrita por el autor mexicano Humberto Robles y dirigida por la actriz y directora Valeria Lorca.
Buenos Aires, Argentina

 

Is a play that immerses the audience into the problem of gender-based killing of women and girls in Ciudad Juarez, state of Chihuahua, Mexico. It reflects the local reality based on true stories and testimonies of victims and their families that give a glimmer of hope. The play was written by Mexican author Humberto Robles, and directed by Argentinean actress and director Valeria Lorca.

Это театральная постановка, которая погружает зрителя в проблему гендерно мотивированных убийств женщин и девочек в мексиканском городе Сьюдад-Хуарес посредством историй, рассказов и свидетельских показаний жертв и их семей, отражая реальность и зажигая луч надежды. Постановка написана мексиканским автором Умберто Роблес и cрежиссирована аргентинской актрисой-режиссером Валерией Лорка.