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viernes, 30 de noviembre de 2018

PIANEZZA – Basta violenze, le ‘Donne di sabbia’ lasciano il segno (FOTO e VIDEO)

Pubblicato da  | 30 Nov 2018 | 

Nella cornice del ‘Salone delle Feste’, si è aperta la kermesse di tre giorni contro la violenza sulle donne con lo slogan “STOP BISOGNA DIRE BASTA”, organizzata dal Comune di Pianezza in collaborazione con la Proloco Pianezzese.
Dopo i saluti dell’assessore alle Pari Opportunità, Anna Franco, l’assessore alla sicurezza Sara Zambaia, l’assessore allo sport Riccardo Gentile e il sindaco Antonio Castello hanno ringraziato tutti i cittadini presenti e le associazioni impegnate nel sociale, che sostengono la battaglia per i diritti civili di tutti e hanno dato inizio ad un dibattito sul femminicidio e sulla violenza di genere, con la proiezione di slide, commentate della Compagnia Artisti e Autori. Andrea Bolfi, scrittore e autore del libro “Una carezza violenta”, ha portato la sua testimonianza di episodi di violenza sulle donne in Messico, mentre la poetessa Imma Schiena ha recitato una sua poesia “La via del pudore”.
Alle 21,45 si è aperto il sipario alla rappresentazione teatrale “Donne di Sabbia” di Humberto Robles, che è uno spettacolo di denuncia e porta alla luce il clima di violenza e di impunità, nel quale migliaia di donne hanno perso la vita o sono scomparse a Ciudad Juarez, organizzato da Gruppo Italia 115-Amnesty International. Al termine della rappresentazione melicotti e tisana offerti dalla Proloco.

sábado, 24 de noviembre de 2018

Donne di Sabbia - Turín

22 y 24 de noviembre
Spettacolo di denuncia contro la violenza alle donne


* 22 novembre 2018 alle 22.00 -Salone delle feste di Pianezza - via Moncenisio 5 Pianezza (TO).
* 24 novembre 2018 alle 21.00 - Da Giau - Strada Castello di Mirafiori 346. Torino.

In scena: Adelaide Colher Pereira, Oriana Fruscoloni, Monica Livoni Larco, Gianfranco Mulas, Patrizia Papandrea. 

12 anni di attività, 82 repliche in 43 città italiane, oltre 6000 spettatori.



"Donne di Sabbia" di Humberto Robles è uno spettacolo di denuncia, porta alla luce il clima di violenza e di impunità nel quale migliaia di donne hanno perso la vita o sono scomparse a Ciudad Juarez. Lo spettacolo è rappresentato nel mondo e in Italia è portato in scena dal gruppo omonimo di Torino.

Portare in scena questa testimonianza significa dire Insieme No alla Violenza di Genere e sensibilizzare la coscienza sociale di tutti, uomini e donne. Significa anche sollecitare le donne a denunciare e riconoscere le situazioni a rischio di violenza.

Significa, proporre una riflessione per la prevenzione e sugli opportuni interventi legislativi e giuridici.

Art. 1 "Dichiarazione Onu sulla eliminazione della violenza contro le donne:" È violenza contro le donne ogni atto di violenza fondato sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica sessuale e psicologica incluse minacce coercizione o privazione della libertà. "

Donne di sabbia - Torino



miércoles, 21 de noviembre de 2018

A Pianezza tre giornate contro la violenza sulle donne, tra Lezioni di coraggio e la Camminata silenziosa

Appuntamenti a partire da giovedì 22 novembre presso il Salone delle Feste ed in Biblioteca


Il Comune di Pianezza in collaborazione con la Proloco e le Associazioni che operano sul territorio ha organizzato tre appuntamenti di sensibilizzazione che si svolgeranno presso il Salone delle Feste.

Giovedì 22 novembre alle ore 21 apertura della manifestazione con intervento della Compagnia Artisti Autori con proiezione slide e chiacchierata. Alle ore 21.45 spettacolo teatrale "Donne di Sabbia" di Humberto Robles, organizzato da Amnesty International, Gruppo Italia 115. Alle 23 tisana e Melicotti offerti dalla Pro Loco.

Sempre giovedì 22 novembre ma presso la biblioteca civica in via Matteotti 6 alle ore 21 “Lezioni di Coraggio”, incontro di approfondimento sulla violenza di genere. Dal Centro Antiviolenza del Comune di Torino spiegano come si tratta di un mondo sommerso: il 90% delle donne subisce violenza dal proprio partner e/o in famiglia. Ogni due giorni e mezzo viene uccisa una donna: nel 2016 ne sono state ammazzate 120, 90 nel 2017 e nel 2018 già 56: la violenza di genere non è un'emergenza, ma una questione molto strutturale della nostra società. Interverranno Stefania Doglioni del Centro Studi Pensiero Femminile Torino, l’avvocata Silvia Lorenzino vicepresidente dei Centri Antiviolenza Emma Onlus. Modereranno Ilaria Brancati e Andrea Savino. Porterà i saluti di apertura il sindaco di Pianezza Antonio Castello.

Venerdì 23 novembre si torna al Salone delle Feste, alle ore 21 dimostrazione e prova di autodifesa femminile a cura dell'Associazione Renshukan Torino Karate. Alle ore 21.45 "Quali difese urgenti a tutela della donna vittima di violenza?", intervento e chiacchierata con l'Avvocato Raffaella Villa dell'Associazione Cammino. Alle ore 22 spettacolo teatrale "Che c'è da perdonare a Maddalena?" a cura della compagnia teatrale Arte della Commedia. Alle ore 23.15 tisana e Melicotti offerti dalla Pro Loco.

Sabato 24 novembre alle ore 16.30 partenza della "Camminata silenziosa" davanti al Comune di Pianezza (Piazza Leumann) a cura del Gruppo Rete Donna. Alle ore 18 arrivo presso il Salone delle Feste, aperitivo e proiezione slide e chiacchierata con gli Avvocati e gli Psicologi dello Sportello Con...tatto. Alle 18.30 spettacolo "Scusa, ma è colpa tua!" a cura dell'Associazione Firmato Donna diretto da Silvia Mercuriati.

lunes, 2 de julio de 2018

15 años de Mujeres de Arena


En noviembre del año pasado se conmemoraron 15 años del estreno de la obra de teatro documental Mujeres de Arena. Desde entonces a la fecha ha sido representada por más de 170 grupos de teatro, en diecinueve países, en tres continentes.
“Mujeres de Arena se ha convertido en un himno que recuerda
las vidas que hay detrás de las cifras y la estadística”.
Agnese Marra (Nueva Tribuna, España)
En una tarde del 25 de noviembre, quince años atrás y en el marco del Día Internacional contra la Violencia de Género, las actrices Vanessa Bauche, Carmen Huete, Laura De Ita, Hilda Nájera, Laura Hidalgo y el actor Juan Ríos Cantú llevaron a cabo en el zócalo capitalino una lectura dramatizada de Mujeres de Arena. Posteriormente, las actrices Selma Beraud, Carmen Huete, Marcela Morett, Mercedes Hernández y el músico-actor Jorge Fratta realizaron una temporada en el Teatro La Capilla, abarrotando cada función. Debido a la enorme respuesta del público, se fueron presentando en otros espacios alternativos. Desde entonces a la fecha la obra ha contado con el apoyo de las organizaciones de derechos humanos Nuestras Hijas de Regreso a Casa, el Comité Cerezo y el Comité Pável González, este último un joven estudiante y activista asesinado en la Ciudad de México, a quien está dedicada la obra.
Concebida como teatro documental, la obra cuenta con testimonios reales de una madre, una hija, una prima y una víctima del feminicidio sexual sistémico en Ciudad Juárez. Los testimonios van acompañados de cifras e información al respecto, así como de poemas o textos de varios autores: Antonio Cerezo Contreras, en aquel entonces preso político del estado mexicano, ahora defensor de derechos humanos; la politóloga Denise Dresser; Malú García Andrade cuya hermana fue víctima del feminicidio; María Hope, socióloga y escritora mexicana; Eugenia Muñoz maestra colombiana en la Virginia Commonwealth University; Marisela Ortiz, copresidenta de Nuestras Hijas de Regreso a Casa; Servando Pineda, periodista, ensayista, académico y analista político, y Juan Ríos Cantú, actor, dramaturgo y director de escena.
Al final de las funciones en el Teatro La Capilla, así como en otros espacios donde se escenificó la obra, se realizaron debates con personalidades conocedoras del tema o sobre derechos humanos. Fue así como Norma Andrade, madre de Lilia Alejandra García Andrade, víctima del feminicidio, expresó: “Nosotras no apoyamos estas obras de teatros… ellas nos apoyan a nosotras”. O doña Rosario Ibarra, quien dijo “Estas obras no deberían existir… pero qué bueno que existen”.
Desde aquel remoto 25 de noviembre, la obra se ha multiplicado por diversas latitudes alrededor del mundo, de Nueva York a la Patagonia, y de Londres a Sídney. A la fecha ha sido representada por más de 170 grupos teatrales en varias ciudades de veinte países: Alemania, Argentina, Australia, Bolivia, Brasil, Canadá, Colombia, Costa Rica, Cuba, Chile, España, Estados Unidos, Guatemala, Inglaterra, Italia, México, Noruega, Perú, República Dominicana y Uruguay. Es la obra sobre los feminicidios en Ciudad Juárez más representada en el mundo y una de las obras contemporáneas más montadas en la actualidad.
La editorial Los Textos de La Capilla publicó por primera vez la obra, cuyo prólogo estuvo a cargo de Marisela Ortiz. Posteriormente la Editorial Círculo Cultural de Rewdood City, California, la editó en la antología Teatro Documental. Como una excepción, la obra fue reseñada por Ramón Ochoa Estrada en el libro "Dramaturgas chicanas y fronterizas. Semejanzas y diferencias en su teatro". Por otra parte, el texto ha sido traducido al inglés, francés, portugués, alemán e italiano. Asimismo se ha transmitido por radio, dos veces en Guadalajara, México; una en Montevideo, Uruguay, y otra en Sídney, Australia.
Varios han sido los factores que han contribuido al éxito y a la difusión de Mujeres de Arena. Antes que nada, a diferencia de muchas obras sobre el mismo tema, esta lo aborda de forma testimonial; en los textos no hay ficción sino la más cruda realidad dándole voz a aquellas personas que han perdido a algún familiar, e incluso a una de las víctimas, resultado del máximo exponente del machismo, el sistema patriarcal y el neoliberalismo: el feminicidio sexual sistémico. También ha contribuido que la obra esté registrada bajo la licencia Copyleft (Creative Commons), la cual permite que sea representada por cualquier persona siempre y cuando conserve íntegramente el texto original, no lo haga con fines de lucro ni a favor de ningún partido político, en el entendido de no se cobra por los correspondientes derechos autorales.
Entre algunas curiosidades relevantes, Amnistía Internacional ha apoyado algunos montajes de México, Italia, Perú y Uruguay. Eugenia Muñoz escribió a propósito de la obra “Una orquestación de voces para la consciencia y la justicia”. Se dio lectura de la obra en el “II Encuentro de escritores X Ciudad Juárez (audio)”, celebrado en València en la Casa del Alumno de la Universidad Politécnica, en 2012. En Montevideo, Uruguay, ha habido tres montajes, algunos de los cuales contaron con el apoyo de la ONG Mujeres de Negro. El grupo teatral Maru Jasp realizó un montaje que llevó de gira en diversas ciudades españolas. La Revista Conjunto de la Casa de Las Américas de Cuba publicó un artículosobre la obra. La actriz y activista social Ofelia Medina hizo una lectura dramatizada cuando se presentó la primera edición del libro en la Ciudad de México. En el presente año, el grupo Donne di Sabbia cumplió once años de representarla en Italia. Como un hecho inédito, en 2017, la obra se escenificó en la cámara de diputados de la Ciudad de México, con la actuación de Malú García Andrade, autora de uno de los textos que se incluyen en la obra.  El portal Nodal Cultura publicó una crónica para celebrar los 15 años de la obra, y Sandra Romero en La Izquierda Diario la calificó como “La más importante denuncia teatral contra el feminicidio”.
Con el transcurrir del tiempo, se ha vuelto habitual que la obra se monte cada año en el marco del Día Internacional de la Mujer, así como en el Día Internacional contra la Violencia de Género. Se ha presentado en grandes teatros, en otros pequeños, en espacios alternativos, al aire libre, en grandes capitales así como en pueblos pequeños y remotos. Ha habido montajes con actrices y actores de renombre, otros amateurs e incluso algunos con personas que nunca se han dedicado a la actuación. Todo esto a pesar de que en México la obra ha sufrido censura por parte de algunos funcionarios gubernamentales, se ha impedido su montaje en algunas ciudades, algunos jurados la han bloqueado en muestras teatrales, y a que algunos integrantes de la obra han sufrido acoso e incluso amenazas de muerte. Sin embargo sigue representándose y lo hará hasta que termine la pandemia de feminicidios, que ya no es exclusiva de Ciudad Juárez, ni siquiera de México -donde se asesina a siete mujeres al día en promedio-, ya que estos crímenes se han extendido alarmantemente a otros países.
Ojalá llegue el día en que esta obra deje de montarse o se haga solo como el lamentable recuerdo de días terribles donde la vida de una mujer no valía nada y donde la corrupción y la impunidad gubernamentales permitieron que se cometieran estos crímenes de lesa humanidad.

miércoles, 14 de febrero de 2018

Donne di Sabbia - Ressegna Corpi Celesti - Torino

14 de febrero
Donne di sabbia torna a Torino il 14 di febbraio alle 21, presso Spazio 4, via Saccarelli 18, All’interno della rassegna “Corpi Celesti”.

Il ritorno di Donne di sabbia

Mercoledì 14 Febbraio vi aspettiamo con uno spettacolo che tocca un tema attuale e importante.
Nato per denunciare il femminicidio che si consuma impunemente a Ciudad Juárez (Messico) dal 1993, lo spettacolo “Donne di sabbia – Mujeres de arena” è opera del drammaturgo messicano Humberto Robles che ha raccolto
le testimonianze dirette delle vittime attraverso i loro diari o dai racconti dei loro familiari.
Il rapimento, la violenza, l’assassinio e l’occultamento dei cadaveri delle giovani donne avvengono in un contesto criminale gestito dal narcotraffico nello stato di Chihuahua e in particolare a Ciudad Juárez, senza che siano fatte indagini serie. Alla fine risulta un solo colpevole: l’impunità. Ed una certezza: le donne sono uccise perché sono donne.
In Italia, lo spettacolo teatrale “Donne di sabbia” è portato in scena dal gruppo omonimo Donne di sabbia - Torino con il patrocinio di Amnesty International - Italia
Come sempre ore 21.00 Più SpazioQuattro, via Saccarelli 18
Ingresso 5 €


CORPI CELESTI - rassegna 2017/2018 di musica, cinema, teatro.

Sei storie di donne e di uomini che manifestano la propria natura, la propria verità, in solitudine ed in relazione agli altri, immersi nello spazio vuoto che li circonda.

Uno spazio generatore ed inclusivo di vite reali, linguaggi artistici e drammaturgie contemporanee, dove le distanze sono azzerate e diventa tangibile ciò che è quasi invisibile ad occhio nudo.

Ciò che appare lontano ci è estremante vicino, socialmente ed umanamente.

Nella continua tensione tra microcosmo ed universale, ci spingiamo fuori dai grandi sistemi conosciuti ed incontriamo il mondo per quello che è.

Sciogliendo l'essere umano dai filamenti luminosi di un'indistinta voltaceleste, lo riportiamo ad un'entità fisica assoluta e struggente al tempo stesso, l'essere come "corpi celesti" nella verità delle sue relazioni.

Direzione artistica a cura di Alessandra dell'Atti e Francesco Gabrielli



Tutti gli spettacoli si terranno a Più SpazioQuattro, via Gaspare Saccarelli 18

h 21.00 - ingresso 5 euro

A seguire Tribuna Artistica - quattro chiacchiere con gli attori a l#barchenoncè

info@piuspazioquattro.it - 3392375727

domingo, 3 de diciembre de 2017

15 años de Mujeres de arena


En noviembre pasado se conmemoraron 15 años del estreno de la obra de teatro documental Mujeres de Arena. Desde entonces a la fecha ha sido representada por más de 165 grupos de teatro, en diecinueve países, en tres continentes.


“Mujeres de Arena se ha convertido en un himno que recuerda
las vidas que hay detrás de las cifras y la estadística”.
Agnese Marra (Nueva Tribuna, España)
En una tarde del 25 de noviembre, quince años atrás y en el marco del Día Internacional contra la Violencia de Género, las actrices Vanessa Bauche, Carmen Huete, Laura De Ita, Hilda Nájera, Laura Hidalgo y el actor Juan Ríos Cantú llevaron a cabo en el zócalo capitalino una lectura dramatizada de Mujeres de Arena. Posteriormente, las actrices Selma Beraud, Carmen Huete, Marcela Morett, Mercedes Hernández y el músico-actor Jorge Fratta realizaron una temporada en el Teatro La Capilla, abarrotando cada función. Debido a la enorme respuesta del público, se fueron presentando en otros espacios alternativos. Desde entonces a la fecha la obra ha contado con el apoyo de las organizaciones de derechos humanos Nuestras Hijas de Regreso a Casa, el Comité Cerezo y el Comité Pável González, este último un joven estudiante y activista asesinado en la Ciudad de México, a quien está dedicada la obra.
Concebida como teatro documental, la obra cuenta con testimonios reales de una madre, una hija, una prima y una víctima del feminicidio sexual sistémico en Ciudad Juárez. Los testimonios van acompañados de cifras e información al respecto, así como de poemas o textos de varios autores: Antonio Cerezo Contreras, en aquel entonces preso político del estado mexicano, ahora defensor de derechos humanos; la politóloga Denise Dresser; Malú García Andrade cuya hermana fue víctima del feminicidio; María Hope, socióloga y escritora mexicana; Eugenia Muñoz maestra colombiana en la Virginia Commonwealth University; Marisela Ortiz, copresidenta de Nuestras Hijas de Regreso a Casa; Servando Pineda, periodista, ensayista, académico y analista político, y Juan Ríos Cantú, actor, dramaturgo y director de escena.
Al final de las funciones en el Teatro La Capilla, así como en otros espacios donde se escenificó la obra, se realizaron debates con personalidades conocedoras del tema o sobre derechos humanos. Fue así como Norma Andrade, madre de Lilia Alejandra García Andrade, víctima del feminicidio, expresó: “Nosotras no apoyamos estas obras de teatros… ellas nos apoyan a nosotras”. O doña Rosario Ibarra, quien dijo “Estas obras no deberían existir… pero qué bueno que existen”.
Desde aquel remoto 25 de noviembre, la obra se ha multiplicado por diversas latitudes alrededor del mundo, de Nueva York a la Patagonia, y de Londres a Sídney. A la fecha ha sido representada por más de 165 grupos teatrales en varias ciudades de diecinueve países: Alemania, Argentina, Australia, Bolivia, Brasil, Canadá, Colombia, Costa Rica, Cuba, Chile, España, Estados Unidos, Guatemala, Inglaterra, Italia, México, Perú, República Dominicana y Uruguay. Es la obra sobre los feminicidios en Ciudad Juárez más representada en el mundo y una de las obras contemporáneas más montadas en la actualidad.
La editorial Los Textos de La Capilla publicó por primera vez la obra, cuyo prólogoestuvo a cargo de Marisela Ortiz. Posteriormente la Editorial Círculo Cultural de Rewdood City, California, la editó en la antología Teatro Documental. Como una excepción, la obra fue reseñada por Ramón Ochoa Estrada en el libro “Dramaturgas chicanas y fronterizas. Semejanzas y diferencias en su teatro“. Por otra parte, el texto ha sido traducido al inglés, francés, portugués, alemán e italiano. Asimismo se ha transmitido por radio, dos veces en Guadalajara, México; una en Montevideo, Uruguay, y otra en Sídney, Australia.
Varios han sido los factores que han contribuido al éxito y a la difusión de Mujeres de Arena. Antes que nada, a diferencia de muchas obras sobre el mismo tema, esta lo aborda de forma testimonial; en los textos no hay ficción sino la más cruda realidad dándole voz a aquellas personas que han perdido a algún familiar, e incluso a una de las víctimas, resultado del máximo exponente del machismo, el sistema patriarcal y el neoliberalismo: el feminicidio sexual sistémico. También ha contribuido que la obra esté registrada bajo la licencia Copyleft(Creative Commons), la cual permite que sea representada por cualquier persona siempre y cuando conserve íntegramente el texto original, no lo haga con fines de lucro ni a favor de ningún partido político, en el entendido de que el autor no cobra sus correspondientes derechos autorales.
Entre algunas curiosidades relevantes, Amnistía Internacional ha apoyado algunos montajes de México, Italia, Perú y Uruguay. Eugenia Muñoz escribió a propósito de la obra “Una orquestación de voces para la consciencia y la justicia”. Se dio lectura de la obra en el “II Encuentro de escritores X Ciudad Juárez (audio)”, celebrado en València en la Casa del Alumno de la Universidad Politécnica, en 2012. En Montevideo, Uruguay, ha habido tres montajes, algunos de los cuales contaron con el apoyo de la ONG Mujeres de Negro. El grupo teatral Maru Jasp realizó un montaje que llevó de gira en diversas ciudades españolas. La Revista Conjunto de la Casa de Las Américas de Cuba publicó un artículo sobre la obra. La actriz y activista social Ofelia Medina hizo una lectura dramatizada cuando se presentó la primera edición del libro en la Ciudad de México. En el presente año, el grupo Donne di Sabbia cumplió once años de representarla en Italia. Como un hecho inédito, en 2017, la obra se escenificó en la cámara de diputados de la Ciudad de México, con la actuación de Malú García Andrade, autora de uno de los textos que se incluyen en la obra.  El portal Nodal Cultura publicó una crónica para celebrar los 15 años de la obra, y Sandra Romero en La Izquierda Diario la calificó como “La más importante denuncia teatral contra el feminicidio”.
Con el transcurrir del tiempo, se ha vuelto habitual que la obra se monte cada año en el marco del Día Internacional de la Mujer, así como en el Día Internacional contra la Violencia de Género. Se ha presentado en grandes teatros, en otros pequeños, en espacios alternativos, al aire libre, en grandes capitales así como en pueblos pequeños y remotos. Ha habido montajes con actrices y actores de renombre, otros amateurs e incluso algunos con personas que nunca se han dedicado a la actuación. Todo esto a pesar de que en México la obra ha sufrido censura por parte de algunos funcionarios gubernamentales, se ha impedido su montaje en algunas ciudades, algunos jurados la han bloqueado en muestras teatrales, y a que algunos integrantes de la obra han sufrido acoso e incluso amenazas de muerte. Sin embargo sigue representándose y lo hará hasta que termine la pandemia de feminicidios, que ya no es exclusiva de Ciudad Juárez, ni siquiera de México -donde se asesina a siete mujeres al día en promedio-, ya que estos crímenes se han extendido alarmantemente a otros países.
Ojalá llegue el día en que esta obra deje de montarse o se haga solo como el lamentable recuerdo de días terribles donde la vida de una mujer no valía nada y donde la corrupción y la impunidad gubernamentales permitieron que se cometieran estos crímenes de lesa humanidad.



jueves, 18 de febrero de 2016

Donne di Sabbia - 10 años - Turín

Función: 18 de febrero

Este año el grupo cumple 10 años representando esta obra por Italia:

74 representaciones - 41 ciudades italianas - más de 5 mil espectadores

Con el Apoyo de Amnistía Internacional - Sección italiana

"Donne di sabbia" che sarà rappresentato giovedì 18 febbraio presso la Fondazione per l'Avvocatura in Via Santa Maria 1, Torino, alle ore 19,00, in occasione dei 10 anni di attività di "Donne di sabbia"


Emiliana OLIVIERI
Presidente Fondazione dell’Avvocatura torinese “Fulvio Croce”

Laura Onofri
Consigliera comunale e rappresentante di SeNonOraQuando? -Torino

IN SCENA CI SARANNO:

Adelaide Colher Pereira, Oriana Fruscoloni, Monica Livoni Larco, Anna Ottone,
Patrizia Papandrea
con la collaborazione di:
Giuliana Bevilacqua, Camilla Fabbris, Gianfranco Mulas.

Nato per denunciare il femminicidio che si consuma impunemente a Ciudad Juárez (Messico) dal 1993, lo spettacolo “Donne di sabbia – Mujeres de arenas” è opera del drammaturgo messicano Humberto Robles che ha raccolto le testimonianze dirette delle vittime attraverso i loro diari o dai racconti dei loro familiari.

Il rapimento, la violenza, l’assassinio e l’occultamento dei cadaveri delle giovani don-ne avvengono in un contesto criminale gestito dal narcotraffico nello stato di Chihua-hua e in particolare a Ciudad Juárez, senza che siano fatte indagini serie. Alla fine ri-sulta un solo colpevole: l’impunità. Ed una certezza: le donne sono uccise perché sono donne.

La richiesta di giustizia è avanzata dalle associazioni create dalle madri o dalle inse-gnanti delle vittime, come Marisela Ortiz, insignita della cittadinanza onoraria di Tori-no nel 2008.

In Italia, lo spettacolo teatrale “Donne di sabbia”, portato in scena dal gruppo omoni-mo con il patrocinio di Amnesty International, compie 10 anni con 76 repliche in 41 città.

Segue aperitivo