miércoles, 14 de marzo de 2012

Intervista a Humberto Robles


Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE

Corso di laurea specialistica in


Culture e Diritti Umani


Tesi di Laurea in


Diritti Umani e storia del Diritto Internazionale



Femminicidio e diritti umani: morire perché si è donne.


Il caso delle morti silenziose di Ciudad Juárez


Candidato Relatore


Monica Muntoni Chiar.



Prof.

Gustavo Gozzi



APPENDICE 2


Intervista a Humberto Robles


1) Può descrivermi come è nata l’idea di rappresentare lo spettacolo


Mujeres de Arena e quali difficoltà ha dovuto affrontare per la sua


rappresentazione in Ciudad Juárez e in tutto il paese in generale?


L’idea è nata dopo aver stabilito un contatto con alcune componenti di



Nuestras Hijas de Regreso


a Casa; da quell’incontro decisi di collaborare con loro


realizzando e curando una pagina web (che è:


htpp://nuestrashijasderegresoacasa.blogspot.com). Di conseguenza mi


cominciarono ad arrivare diversi materiali, testimonianze, poemi, scritti ecc. Dopo


aver scaricato questi materiali nel web, pensai che sarebbero potuti servire per


un’opera di teatro e che fosse un altro modo per contribuire a informare e


denunciare ciò che stava accadendo in Juárez. Così nacque

Donne di Sabbia, che


debuttò nella piazza principale del capoluogo, con 5 attrici e un attore, nel 2001.


Da allora non ha smesso di essere rappresentata in molti paesi, in tre continenti.


Registrai l’opera come

Copyleft (o sotto la licenza Creative Commons), che


permette a chiunque di scaricare il testo e lo utilizzi senza dover pagare i


corrispondenti diritti d’autore; gli autori dei testi che sono inclusi nell’opera


hanno ceduto i loro diritti allo stesso modo. Si fa presente che, se c’è qualche


introito, una percentuale si doni all’ NHRC. E’ un’opera abbastanza flessibile che


permette che si introducano elementi teatrali come i mezzi multimediali, la danza,


musica, canti, ecc.


Alcune delle difficoltà che si sono presentate e che ricordo sono: quando


tentammo di rappresentare l’opera in Ciudad Juárez, le madri e membri


dell’organizzazione NHRC furono minacciate se si fosse rappresentato lo


spettacolo, così che decidemmo di sospenderlo per la loro sicurezza.


Altra difficoltà è che quest’opera, in Messico, non ha alcun tipo di


appoggio ufficiale; anche se non la censurano non impediscono che gruppi


indipendenti si diano da fare, non le danno alcuna diffusione, non riceve appoggi


governativi né da imprese private, non è presentata come una delle opere


contemporanee messicane più rappresentative e rappresentate nel mondo; subisce


l’indifferenza della “cultura” ufficiale. E’ stata un’opera molto avversata che


definiscono “opuscolo”; l’unica casa editrice che decise di pubblicare l’opera


come libro fu “I testi della Cappella”, nessun’altra. Tuttavia, in altri paesi ha


ricevuto appoggio dalle istituzioni governative, come anche da Amnesty


International e altre organizzazioni sociali e dei diritti umani.



2) Qual è ora la situazione dei femminicidi? Ci sono nuovi percorsi di


indagine che rendono concreta la speranza di una possibile soluzione di


questi casi?


I feminicidi a Ciudad Juárez non sono diminuiti, ma semmai sono


aumentati, così come la sparizione di giovani ragazze. La presunta guerra contro


il narcotraffico ha messo in secondo piano le notizie al riguardo; circa 60 mila


morti di questa guerra assurda, fanno apparire modesti gli oltre 250 crimini contro


donne e bambine del 2010. Quell’anno e ancora, le cifre sono aumentate nella


città di Chihuahua. Il feminicidio continua e le autorità nulla hanno fatto per


prevenire e sradicare la violenza sulle donne; né il governo dello stato di


Chihuahua né quello federale. Continuano le politiche misogine, maschiliste e


sessiste. Nell’anno trascorso e in questo, NHRC ha subito molti attacchi e


minacce di morte, che hanno costretto i tre capisaldi dell’organizzazione ad


abbandonare Juárez (Marisela Ortiz, Norma Andrade e Malú García Andrade).


Non c’è nessuna speranza di soluzione dei casi perché mai c’è stata né c’è


volontà politica per prevenire e sradicare la violenza verso le donne e le bambine.


Ciò è una vera e propria vergogna nazionale. E le autorità referenti dovrebbero


essere incriminate e punite esemplarmente per omissione, carenza d’azione,


negligenza e indifferenza verso questi crimini di lesa umanità.


Persino la sentenza della CDIH ( Comisi

όn Interamericana de Derechos


Humanos) contro lo stato messicano, per il caso del Campo Algodonero, si è


risolta a metà. Il governo messicano non osserva neppure le risoluzioni della corte


internazionale.



3) Essere giornalista non è un compito facile, soprattutto in un paese


dove la libertà di stampa è a rischio. Lei crede che la situazione nel Messico


sia così critica?


Il Messico è uno dei paesi più pericolosi per praticare l’attività del


giornalista, più pericoloso che in Irak. È una forma indiretta di censurare la


stampa e le voci dissidenti, non conformiste, che disturbano e denunciano i cattivi


governanti o le autorità. Con la scusa, ancora una volta, del narcotraffico, il


governo non agisce e permette che si commettano questi crimini. Essere


giornalisti in Messico è una professione ad altissimo rischio, sia per la stampa


nazionale che internazionale.



4) Cosa può dirci della libertà di espressione? La situazione è


altrettanto critica nell’arte?


Per stare nel gioco della democrazia, lo stato concede una certa libertà di


espressione; ci sono alcune riviste di sinistra, quotidiani e mensili (

La Jornada e



Proceso


) o giornalisti o media indipendenti. Nella scena su può dire ciò che sia


contro lo stato o il governo; tuttavia, il problema è che un’opera teatrale che parli


di certi argomenti “scomodi” o di aperta denuncia, non avranno mai appoggio


dalle istituzioni ufficiali o dai produttori privati; stessa cosa col cinema, un film


con queste caratteristiche non avrà l’appoggio delle istituzioni i governative. Solo


i gruppi indipendenti possono “concedersi il lusso” di fare queste denuncie,


sopportare le spese, produrre le loro opere, autofinanziarsi, autopromuoversi. Non


avranno borse di studio né alcun tipo di sostegno ufficiale.


Neppure gli operatori teatrali privati si interessano a questi argomenti, né


interpellano le autorità, così che questo tipo di opere non sono contemplate nelle


loro produzioni ( loro cercano solo di guadagnare soldi, “divertire” con commedie


insulse, evitare che il pubblico pensi o si interroghi). Il teatro di denuncia, o


giornalistico, il teatro documentario, sopravvive e si alimenta per vie al 100%


indipendenti e autogestite.



5) I Diritti Umani sono anche diritti delle donne?


Certo, i Diritti Umani sono per tutti e tutte. In Messico, un paese tanto


maschilista, con politiche misogine, in uno stato patriarcale, i diritti delle donne


devono sempre essere presenti nell’agenda politica. In Messico i diritti delle


donne vengono violentati costantemente; le violenze sessuali di donne da parte di


elementi della polizia (caso Atenco) o di militari sono una costante e sono ben


documentati; i feminicidi non sono solo esclusivi di Ciudad Juárez e Chihuahua,


ce ne sono in altri stati e con dati allarmanti (caso Chimalhuacán, nello stato di


México, così come a Morelos, Veracruz, Sinaloa e altre località). In molti stati


l’aborto è penalizzato, anche quando si tratta di casi di violenza, e le donne lo


scontano con la reclusione in carcere. Il governo messicano, e quello di molti stati,


mantiene politiche contrarie ai diritti delle donne e viola i loro diritti tutti i giorni;


una grande eccezione è la capitale, il Distretto federale, dove, per esempio,


l’aborto è depenalizzato.



6) Quali sono i sogni e le paure di una donna che vive a Ciudad


Juárez?


Le donne che vivono in Juárez o che vanno in questa città, sognano una


vita migliore, con migliori opportunità, più soldi per se stesse e le loro famiglie,


migliorare le proprie condizioni di vita. Juárez è stata il paradiso delle



maquiladoras


e lì, nonostante lo sfruttamento, guadagnavano meglio che in


campagna o nei piccoli centri. È per questo che molte si sono trasferite a Juárez,



cercando una vita migliore


. E quelle che vivono lì cercano e vogliono progredire.


Questo sogno si trasforma in un incubo quando queste giovani donne


vengono sequestrate, brutalmente violentate, torturate, mutilate in varie parti del


corpo e finalmente abbandonate. Questo è un terrore continuo.


Tuttavia, le politiche errate di prevenzione e di sradicamento della


violenza, impediscono anche che le giovani conoscano la vera situazione della


città, alla quale sono esposte tutti i giorni. La mancanza di informazione e la


mancanza di appoggio governativo le trasforma in vittime dei loro assassini. Se


una volta Juárez era definita la

miglior frontiera del mondo (dovuto alle sue


opportunità di lavoro), oggi quella frontiera è un campo di morte, terra feconda


per i crimini di donne (l’impunità intorno a questi delitti produce solo più delitti).



7) La corruzione della polizia e l’inefficienza del sistema giudiziario, la


presenza del narco-cartello: Ciudad Juárez è l’antisala dell’inferno o il


destino di questa città si può cambiare?


E’ l’antisala dell’inferno o l’inferno stesso. A Juárez ci sono tutte le


condizioni perché i feminicidi vengano commessi, sotto l’indifferenza delle


autorità (forse grazie alla sua complicità, o perlomeno, con le sue omissioni e


negligenza evidenti); tutto è favorevole perché si verifichino questi crimini. La


corruzione della polizia e l’inefficienza del sistema giudiziario favoriscono solo


più impunità e fa s’ì che si continui a commettere questi delitti; in molti casi viene


condannato come capro espiatorio chi non è responsabile dei delitti di donne e


bambine.


Il destino della città potrebbe cambiare se ci fosse la volontà politica


perché questo potesse accadere, ma non c’è; al governo non interessano le donne


povere, di scarsi guadagni, lavoratrici, figlie di operai, studentesse con molti


sogni…Quelle donne non contano per lo stato, non hanno nome, sono solo cifre.


La loro morte non cambia né colpisce per niente l’economia del

benessere dello


stato. I feminicidi sono il riflesso più chiaro delle politiche maschiliste e misogine


annidate da secoli nei governi messicani, federale e statali.



8) Qual è il ruolo della Chiesa nella società messicana di oggi: di


fronte ai feminicidi qual è la sua posizione?


La Chiesa in Messico (e praticamente in tutto il mondo, salvo eccezioni), è


stata sempre a fianco dei potenti, delle oligarchie. Salvo lodevoli eccezioni, i


membri della chiesa non si sono mai pronunciati contro i feminicidi, non hanno


chiesto la fine della violenza, non hanno fatto nulla per frenare le aggressioni, né


pretendere che si cerchi e si condannino i responsabili. La chiesa, altra istituzione


maschilista, chiude un occhio e resta indifferente davanti a questi e tanti altri


crimini. La chiesa non volge i suoi occhi sulle donne povere, volge il suo sguardo


ai grandi industriali di Juárez, salda alleanze con i politici di turno, conserva il suo



status


. Il suo silenzio la rende complice degli assassini e delle autorità indifferenti


e insensibili. (È, in sostanza, la stessa chiesa che restò muta di fronte ai crimini


nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, la stessa che tacque e si nascose con


regimi come quelli di Pinochet o Videla, quella che fu a fianco di Franco in


Spagna, ecc. Troppe poche volte la chiesa ha preso posizione per i più poveri, gli


svantaggiati e sfortunati).



9)

Mujeres de arena ha girato quasi tutto il mondo. Crede che aprire


gli occhi e le orecchie di molta gente che prima di vedere lo spettacolo


neppure sapeva delle morti in Juárez possa essere un modo di lottare contro


la violenza maschilista e l’impunità che c’è a Ciudad Juárez?


Un’opera teatrale, un film, un libro o qualunque manifestazione artistica o


giornalistica non cambiano una realtà tanto brutale come quella che si vive a


Juárez; il suo scopo è informare la gente che non conosce il caso, nel denunciare


la mancanza di azione da parte delle autorità governative, nel sensibilizzare lo


spettatore, nel prestare la voce per dare voce a quelle che furono rese mute con la


forza. È una forma di lotta contro la violenza maschilista e l’impunità intorno ai


feminicidi. Permette di aprire gli occhi degli spettatori che non conoscevano


questa problematica o che la conoscevano superficialmente. Molti gruppi


chiedono, alla fine della rappresentazione, donazioni o raccolta di firme per il


governo messicano perché ponga fine a questa violenza inaudita, sicché l’opera


permette di appoggiare direttamente organizzazioni come la NHRC. (Dall’Italia e


altri paesi solitamente si riceve denaro in euro che, cambiati col peso


messicano,diventa una somma importante).


In molti paesi si allestisce l’opera per rappresentare uno dei massimi


esempi della misoginia: il feminicidio sistematico. Anche se in quei paesi non


esistono i feminicidi sistematici come in Messico, esiste però molta violenza verso


le donne, così che l’opera serve per mettere sul tappeto il tema della violenza di


costume e i diritti delle donne.


Se quest’opera si rappresenta tanto e di continuo in molte parti del mondo,


significa che c’è molto interesse in ogni luogo a informare su ciò che succede in


Juárez e lanciare un grido d’allarme sulla violenza sessista. Svolge una funzione


sociale che, come tutto il teatro utile, rimbalza nel pubblico sensibile.


Monica Muntoni

(Traduzione dallo spagnolo: Gian Paolo Marcialis)

domingo, 11 de marzo de 2012

Alumnos de la Unacar presentan la obra teatral "Mujeres de Arena"


La Universidad Autónoma de Campeche a través de la Dirección General de Difusión Cultural en coordinación con la Universidad Autónoma del Carmen presentaran la obra "Mujeres de Arena" de Humberto Robles, bajo la dirección de la Mtra. Yajaira Cardeño Nuñez.

En esta ocasión alumnos de la UNACAR deleitarán al público campechano haciendo un aporte a la cultura teatral reflejando en la puesta en escena "Mujeres de Arena" una situación real que en su momento se perpetro en Cd. Juárez, Chihuahua, el feminicidio; obra que también esta dedicada a la memoria de Pável González, joven de 21 años, estudiante y luchador social asesinado en la Cd. de México, en abril del 2004.

La obra presenta el testimonio de cuatro mujeres victimas del feminicidio que se genera en Cd. Juárez desde 1993, intercalados con diversos poemas de varios autores. Conforme la función va fluyendo, se van dando cifras y datos sobre esta guerra de baja intensidad contra las mujeres y la nula acción del gobierno Mexicano para prevenir, erradicar y prevenir este crimen.

La rectora de la Universidad Autónoma de Campeche Adriana Ortiz Lanz exhorta a la comunidad universitaria a ser participes y contribuir con las actividades culturales realizadas por UAC, notificó el Lic. Delio R. Carrillo Pérez titular de la Dirección General de Difusión Cultural de la misma institución.

Además "Mujeres de Arena" ha sido montada por más de 90 grupos de varias ciudades de México, Alemania, Argentina, Australia, Canadá, Colombia, Costa Rica, Chile, Cuba, Guatemala, España, Inglaterra, Italia, Uruguay y Estados Unidos.

La obra dará inicio el sábado 10 de marzo a las 19:00 horas en las instalaciones del Cine Teatro Universitario "Joaquín Lanz", el acceso es de carácter gratuito.

Mujeres de Arena (Women of Sand) at MCCLA

February 27, 2012
Photo courtesy of Mission Cultural Center for Latino Arts

When: Saturday, March 10, 7 p.m.
Where: Mission Cultural Center for Latino Arts, 2868 Mission Street
Cost:$15 General Admission; Student and Senior tickets available day of event at box office for $10

Ciudad Juárez, a border city located in the Mexican state of Chihuahua, is known internationally because of the homicides that have put it on the map of injustice and violence against women. Since 1993, hundreds of women, many of them young and poor maquiladora workers, have been brutally murdered or have disappeared.

The play Mujeres de Arena written by the Mexican dramaturg Humberto Robles and based on texts by Antonio Cerezo Contreras, Denise Dresser, Malú García Andrade, María Hope, Eugenia Muñoz, Marisela Ortiz and Juan Rios Cantú, is a testimony about the women in Ciudad Juárez.

Click here to purchase tickets. Price includes $1 PayPal service fee.

sábado, 10 de marzo de 2012

Tandil, Argentina



Mujeres de Arena, de Humberto Robles. GRUPO (Sumergí5)teatro. Elenco: Silvia Dascenzi - Yanina Crescente - Guadalupe Bazán - Gisella Barrionuevo. Dirección general y Puesta en escena: Yanina Crescente.

viernes, 9 de marzo de 2012

Por primera vez en Taxco se presentó la Obra: Mujeres de arena




 

Por Lindalizette Álvarez Millán

Hace unos días se presentó la Obra de teatro  “Mujeres de arena” en el Museo de Arte Virreinal a invitación del Director del Centro de Estudios Para Extranjeros Cepe Unam Taxco Javier Cuétara Piedre, el motivo fue el día 8 de marzo día internacional de la mujer, una obra de teatro documental que da a conocer la problemática que se vive desde los 80´s con los feminicidios en Ciudad Juárez.

La Obra escrita por Humberto Robles reúne algunos testimonios de familiares de mujeres que fueron asesinadas en 1984, siendo estos los primeros testimonios. Pero que hoy en día ha amentado el número de feminicidios e inclusive se ha dispersado en otras ciudades.

Con la actuación de Denisse Aro, Guadalupe Mora, Berenice Caballero y Claudia Aguirre se consigue concientizar al público que acudió a esta gran obra, con un teatro que busca informar y denunciar las problemáticas sociales.

La obra de teatro documental recoge los testimonios de familiares de las víctimas, notas periodísticas, cartas, diarios y estadísticas.

En más información sobre el dramaturgo Humberto Robles, lo que logra es enriquecer estos testimonios con poemas y escritos de personas que desde su quehacer diario han actuado en contra de estos feminicidios.

jueves, 8 de marzo de 2012

Versión digital en español



Versión digital en versiones ePub y Mobi (para iPad y Kindle) en Amazon

AI alcalaína organiza el domingo una obra de teatro y un coloquio contra la violencia hacia la mujer

Enviado por Jesús de Matías Batallael 08/03/2012 a las 13:57
 

-Estas actividades, enmarcadas en una campaña que tendrá lugar este mes de marzo en 20 ciudades españolas, buscan denunciar la violencia sexual que sufren mujeres de países como Colombia, la República Democrática del Congo y México

-Amnistía Internacional exige a los gobiernos de Colombia y RCD “que dejen de utilizar los conflictos como coartada para no rendir cuentas por las violaciones de los derechos humanos de las mujeres y las niñas”

-Este jueves 8 de marzo se celebra el Día Internacional de la Mujer
El Grupo Local de Amnistía Internacional de Alcalá de Henares ha organizado para este domingo 11 de marzo una obra de teatro titulada 'Mujeres de arena' en el teatro La Galera de Alcalá de Henares y un coloquio para denunciar la violencia sexual que sufren las mujeres en países como Colombia y la República Democrática del Congo (RCD) y la desaparición de mujeres y crímenes contra este colectivo en México, con motivo de la celebración, este jueves día 8, del Día Internacional de la Mujer.

Según informa AI de la ciudad complutense en un comunicado, en esta representación teatral que comenzará a las 19.00 horas se abordan los asesinatos y desapariciones de mujeres en Ciudad Juárez (México). Así, detalla que tanto la obra de teatro –con la que colabora el taller de teatro alcalaíno Maru-jasp-- como el coloquio se enmarcan en una campaña más amplia que se desarrollará a lo largo del mes de marzo con el objetivo de “denunciar y pedir justicia para las mujeres víctimas de violencia sexual en el marco de un conflicto armado”. La obra de teatro tiene entrada libre hasta completar aforo para los mayores de 18 años. El evento cuenta con la colaboración de la Universidad de Alcalá de Henares.

Tal y como denuncia la sección Española de AI, “dos países tan distantes Madrid.- Dos países tan distantes como Colombia y la República Democrática del Congo (RDC) comparten sin embargo un problema endémico: la violencia sexual contra las mujeres en el marco de un largo conflicto armado”. Ante esta situación, lamenta que la respuesta de la Justicia “es la misma: darles la espalda a las víctimas”. Para denunciarlo, activistas de Amnistía Internacional han organizado acciones durante el mes de marzo en más de 20 ciudades españolas.

La rama española de la organización pro-derechos humanos critica en otro comunicado, en el que califica a la Justicia de “inoperante”, que Naciones Unidas (ONU) concluía en un informe publicado en 2010 que el sistema judicial de la RCD “no dispone de capacidad para hacer frente a los numerosos crímenes de derecho internacional registrados dentro de sus fronteras, debido a deficiencias estructurales como la corrupción endémica, la injerencia de las autoridades políticas y militares en la justicia o los muy limitados recursos con los que cuenta”.

AI denuncia la impunidad de estos crímenes y también se refiere a la condena el año pasado de un teniente coronel congoleño, Kibibi Mutware, a 20 años de prisión por ordenar un ataque contra el pueblo de Fizi (en la provincia de Sud-Kivu) en el que fueron violadas 35 mujeres. En este sentido, defiende que esta sentencia “es un paso en la dirección correcta”, pero añade que si se quiere que dicha condena tenga consecuencias positivas en la lucha contra la impunidad, “las autoridades deben implantar inmediatamente mecanismos de protección para testigos y víctimas, entre otras muchas medidas”.

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Cartel de la obra de teatro 'Mujeres de arena'. Fuente: Grupo Local de Alcalá de Henares de Amnistía Internacional

15.000 VIOLACIONES EN LA RCD EN EL AÑO 2009

“En la República Democrática del Congo, la violencia sexual y de género la perpetran tanto grupos armados como las fuerzas de seguridad. En 2009, hubo al menos 15.000 violaciones en el país, según la ONU”, apunta AI, que al mismo tiempo pide a la ONU que adopte “medidas eficaces para proteger a la población civil de los ataques que están sufriendo, en algunas ocasiones a escasos kilómetros de su base”. En el caso de Colombia, agrega, “ni siquiera se han podido contabilizar los casos, aunque se sabe que más del 80% de las mujeres que sufrieron violencia sexual relacionada con el conflicto en 2010 no denunciaron la agresión”.

“En Colombia, aunque el sistema judicial formalmente protege a las mujeres de la violencia sexual asociada al conflicto, en la práctica estos delitos quedan impunes en gran medida por falta de voluntad política para atajar una actuación que tiene múltiples objetivos: vengarse de los adversarios a través de la humillación de las mujeres, sembrar el terror en las comunidades para facilitar la imposición del control militar u obligar a familias enteras a huir de sus casas y permitir así la apropiación de sus tierras”, relata.

Igualmente, la organización también facilita los testimonios --los define como “terribles”-- de varias mujeres utilizadas como armas de guerra aprovechándose, denuncia a continuación, “de su miedo y de su y de su necesidad, tanto por la guerrilla de las FARC como por los supuestamente desmovilizados paramilitares y por miembros de las fuerzas de seguridad del Estado”. Los relatos, de mujeres como Angélica, las adolescentes Clara y Lisbeth, las cuatro hermanas Galárraga o la joven de 17 años Shirley (casi todos son nombres ficticios), son algunos de ellos.

La situación en el Congo denunciada por AI, que señala que en muchos casos se desconoce el nombre de las víctimas, es de “violaciones en masa”, y pone como ejemplo la violación de más de 300 mujeres, hombres, niños y niñas en el asalto de Walikale (2010) “a manos de hombres armados con granadas, pistolas y machetes. “En 2011, en dos ataques distintos en Kivu Meridional, miembros del ejército violaron a 135 mujeres”, apunta. Al mismo tiempo, AI da voz a Paul, una persona de la localidad de Massi, que afirma que “cuando en las casas no hay nada de valor, se llevan a las mujeres”, en lo que para la organización supone la confirmación de “que el ejército congoleño comete abusos sistemáticos contra el pueblo que tendría que defender”.

Finalmente, ante esta situación en estos países, Amnistía Internacional “exige a los gobiernos de Colombia y RDC que dejen de utilizar los conflictos como coartada para no rendir cuentas por las violaciones de los derechos humanos de las mujeres y las niñas”. “Los gobiernos de estos países deben asegurar a las víctimas el acceso a la verdad, la justicia y la reparación y sobre todo, deben dejar de defraudarlas, llevando por fin ante la justicia a quienes han cometido graves delitos contra ellas”, concluye.

Taxco

“Mujeres de Arena” subirá a escena en el Teatro de la Confraternidad


El sábado a las 21 y el domingo a la 20 en el Teatro de la Confraternidad, 4 de Abril 1371, subirá a escena la obra “Mujeres de Arena” y las entradas pueden adquirirse en boletería del teatro desde dos horas antes de cada función, la general a $35, mientras que estudiantes y jubilados abonarán $30.

La obra de teatro sobre los femicidios en Ciudad Juárez más representada en el mundo. Ha sido montada por más de 70 grupos en varias ciudades del globo. Quince años de silencio e impunidad que se han llevado por delante la vida de 576 mujeres (hasta el mes de agosto de 2009) y más de 600 desaparecidas.

El grupo Sumergi5, presenta el estreno de la obra:


MUJERES DE ARENA - TESTIMONIOS DE MUJERES EN CIUDAD JUÁREZ

Teatro Documental con textos de Antonio Cerezo Contreras, Denise Dresser, Malú García Andrade, María Hope, Eugenia Muñoz, Marisela Ortiz y Juan Ríos Cantú - Dramaturgia: Humberto Robles. Adaptación: Yanina Crescente y Pablo Cenoz.

Elenco: Guadalupe Bazan/ Silvia Dascenci/ Gisella Barrionuevo/ Yanina Crescente.

En Ciudad Juárez desaparecen mujeres y no se vuelve a saber más de ellas, a menos que sus raptores decidan hacer aparecer sus cuerpos sin vida y con evidencias claras de haber sido brutalmente torturadas y asesinadas, violadas de manera tumultuaria y arrancadas partes de su cuerpo o quemadas.

Es un dolor terrible para esta sociedad. ¿No hay nada que mueva a quienes pueden hacer algo al respecto? La desesperación y miedo de las familias de vivir en tal inseguridad al ver a las hijas salir del hogar sin saber si van a regresar, no son motivo que afecte la voluntad de nadie de poner un freno a estos hechos.

En nuestro país las estadísticas de casos de femicidio son cada vez mas alarmantes. El término Femicidio es político, es la denuncia a la naturalización de la sociedad hacia la violencia sexista.
El Femicidio es una de las formas más extremas de violencia hacia las mujeres, es el asesinato cometido por un hombre hacia una mujer a quien considera de su propiedad.
El concepto Femicidio fue desarrollado por la escritora estadounidense Carol Orlock en 1974 y utilizado públicamente en 1976 por la feminista Diana Russell, ante el Tribunal Internacional de Los Crímenes contra las Mujeres, en Bruselas.


FEMICIDIOS EN ARGENTINA
1º DE ENERO AL 31 DE DICIEMBRE DE 2010

“Los datos corresponden al Informe de Investigación de Femicidios en Argentina, que abarca el período 1º de Enero al 31 de Diciembre de 2010 y han sido recopilados de las Agencias informativas: TELAM, DYN y 120 diarios de distribución nacional y/o provincial, así como el seguimiento de cada caso en los medios.

En el periodo 1º de Enero al 31 de Diciembre de 2010, se registraron 260 Femicidios (mujeres y niñas),15 Femicidios “Vinculados” de hombres y niños. Se registra un aumento del 12,5 con respecto al informe del año 2009

lunes, 5 de marzo de 2012

Teatro La Galera, Función pro Amnistia Internacional - Alcalá de Henares


Domingo, 11 de marzo de 2012, 18 hrs.

El domingo 11 de marzo, un día antes del primer aniversario de “Mujeres de Arena” volvemos al lugar que la vio nacer, a nuestra casa, nuestro querido Teatro de La Galera en Alcalá de Henares. Este pase del domingo será a beneficio de Amnistía Internacional y además de la representación de la obra participaremos en la charla coloquio que tendrá lugar a continuación en el mismo teatro. Sin duda este fin de semana promete, este fin de semana “Mujeres de Arena”.

Mostoles, Madrid


Sábado, 10 de marzo de 2012, 20 hrs.

Teatro Villa de Móstoles (del Centro Cultural Villa de Móstoles sito en la Plaza de la Cultura s/n, junto al Ayuntamiento)

  • Testimonios reales, intercalados con datos e información sobre los asesinatos de niñas y mujeres en Ciudad Juárez. Una carta, el diario de una víctima, poemas y diversos textos conforman esta obra de teatro documental. Ejemplo de teatro comprometido con las causas del presente, una mezcla de propuestas teatrales con el periodismo, el testimonio y otros recursos basados en hechos verdaderos. A través de testimonios de personajes que interpretan a amigas, hermanas y hasta madres de las víctimas se pretende sensibilizar al espectador y denunciar el feminicidio de Ciudad Juárez.

    Espectáculo dirigido a público adulto. Contiene escenas que pueden herir la sensibilidad del espectador.

    PRÓXIMAS FUNCIONES

    -- 11 Marzo Función benéfica pro Amnistia Internacional en el Teatro La Galera de Alcalá de Henares (Madrid)
    -- 3 de junio Teatro Cervantes de Alcalá de Henares (Madrid)
    -- 9 de junio Teatre L'Orfeò de Montsià de Ulldecona (Tarragona)
  • lunes, 20 de febrero de 2012

    San Francisco, California

    “Mujeres de Arena” (Women of Sand)


    Saturdyay, March 10 / 7:00pm / Theater / FREE

    Ciudad Juárez, a border city located in the Mexican state of Chihuahua, is known internationally because of the homicides that have put it on the map of injustice and violence against women. Since 1993, hundreds of women, many of them young and poor maquiladora workers, have been brutally murdered or have disappeared.

    The play “Mujeres de Arena” written by the Mexican dramaturg Humberto Robles and based on texts by Antonio Cerezo Contreras, Denise Dresser, Malú García Andrade, María Hope, Eugenia Muñoz, Marisela Ortiz and Juan Rios Cantú, is a testimony about the women in Ciudad Juárez.

    sábado, 18 de febrero de 2012

    Puebla

    Mujeres de arena. De Humberto Robles.

    Colegio de Arte Dramático BUAP.

    La obra de teatro sobre los femicidios en Ciudad Juárez más representada en el mundo. Teatro Documental con textos de Antonio Cerezo Contreras, Denise Dresser, Malú García Andrade, María Hope, Eugenia Muñoz, Marisela Ortiz y Juan Ríos Cantú.
    viernes, 17 febrero, 2012
    19:00 - 21:00
    Teatro Popular José Recek Saade
    Privada de la 16 norte entre 12 y 14 oriente, Barrio El Alto
    72000 Puebla de Zaragoza
    México

    martes, 7 de febrero de 2012

    San Francisco, California




    Segundo Lugar: Telón de Fondo gana el primer premio del Certamen de Teatro Aficionado ‘Viaje al Parnaso’

    Telón de Fondo gana el primer premio del Certamen de Teatro Aficionado ‘Viaje al Parnaso’ Redacción · La compañía madrileña Telón de Fondo con la obra ‘Black & White’ se alzó con el primer premio de la sexta edición del Certamen de Teatro Aficionado “Viaje al Parnaso”, de Argamasilla de Alba, según se dio a conocer en la entrega de premios celebrada el pasado domingo día 5; mientras que Maru-Jasp se hizo con el segundo premio, con ‘Mujeres de arena’; y Teatro Kumen, con la obra ‘L´encierru’, se llevó el tercero y el premio del público.



    Telón de Fondo, gracias a unas excelentes interpretaciones y a un texto, ‘Black & White’, cargado de conflictos generacionales no exentos de incomprensión, intolerancia y orgullo; recogió el trofeo, que les acredita como ganadores de esta edición, y los 1.200 euros del premio, de manos del Jefe de Servicio de Actividades Culturales de la consejería de Cultura, Juan Ramón Pardo, que afirmó estar “muy impresionado” por el trabajo desarrollado y de como la apuesta personal de María Eugenia Moya se ha convertido en un “gran certamen”. Además señaló que desde la JCCM se está trabajando para idear “nuevas maneras de gestión que permitan salir de esta situación tan complicada”, y anunció que este año se va a recuperar el programa “Tal Como Somos”.

    El segundo premio, dotado con trofeo y 1.200 euros, fue para la compañía, de Alcalá de Henares (Madrid), Maru-Jasp, por la obra ‘Mujeres de arena’, una obra documental sobre los “feminicidios” en Ciudad Juárez, en Chihuahua (México), con una trama directa y bestial que golpea visualmente al espectador y cuyo texto se basa en los testimonios de las mujeres que directa o indirectamente han sufrido esta violencia. El premio fue entregado por el concejal de Cultura, José Díaz-Pintado Hilario, que en su intervención destacó la gran labor que realizan los grupos de teatro aficionado llevando éste a todos los rincones de la geografía nacional, a pesar de las “trabas” que la situación económica pone a las administraciones, también quiso felicitar a Primer Acto por sacar adelante este certamen “con pocos recursos pero con mucho esfuerzo”.

    El tercero de los premios recayó en Teatro Kumen que trajo al concurso, desde Langreo (Asturias), ‘L´encierru’, donde se narra la peripecia de un grupo de sindicalistas, durante los primeros años de la transición, que se encierran en un pozo minero para denunciar diversos problemas en el sector durante la reconversión. Una obra que tras su aparente tono de comedia trata los problemas sociales y políticos que afectaron, y que hoy todavía sufre, una importante parte de la sociedad asturiana. Dicho premio, dotado con trofeo y 1.200 euros, fue entregado por la directora de Primer Acto Teatro, María Eugenia Moya.

    Aunque a juicio del jurado Kumen se mereció el tercer premio, el exigente público argamasillero decidió concederle el Premio del Público, poniendo de relieve las grandes diferencias, por otro lado ya habitual en este concurso, entre la valoración del jurado y del espectador.

    Además se concedieron el premio a la Mejor Interpretación Masculina a Luis Sebastián, de la compañía Telón de Fondo, por su interpretación de Sr. Black en la obra ‘Black & White’; el premio a la Mejor Interpretación Femenina a Marta Garzón, de la compañía Maru-Jasp, por su representación de Mujer 2 en ‘Mujeres de Arena’, además el director de esta obra, Juan Manuel Casero, se hizo con el premio a la Mejor Dirección.

    La directora de Primer Acto Teatro, María Eugenia Moya, organizador del certamen junto al Ayuntamiento de Argamasilla de Alba, con la colaboración de Entreviandas Supermercados; destacó la apuesta de esta compañía y del Ayuntamiento por el teatro aficionado y por este certamen que ha alcanzado en esta edición las 79 propuestas, doce más que en 2011.

    Moya pidió, desde el cargo que ocupa desde como presidenta de la Federación de Grupos Aficionados al Teatro de Castilla-La Mancha, una mayor promoción para el teatro aficionado, que les permita “circular por los pueblos”, poniendo como ejemplo de gestión la labor que, con este fin, realiza la Diputación de Ciudad Real.

    Previamente a la entrega de premios, fuera de concurso, la compañía Primer Acto Teatro escenificó la obra ‘Las criadas’, de Jean Genet, dirigida por David Vélez. La obra está inspirada en el caso francés de las Hermanas Pappin, del año 1933, criadas excepcionales que asesinaron cruelmente a su señora e hija. Clara y Solange, hermanas, son las criadas de una gran dama de París, condición para la que fueron educadas desde la infancia. La relación amor-odio entre ellas y hacia su señora hace que cada día celebren un pequeño ritual de aquello que les gustaría ser, poco a poco este ritual se irá mezclando con sus realidades. Clara o Solange, Solange o Clara ¿quién es?

    martes, 31 de enero de 2012

    XV Festival de Teatro "Martín Arjona", Herrera, Sevilla - España


    Casa de la Cultura
    Sábado, 4 de febrero de 2012, 20 HRS.

    Testimonios reales, intercalados con datos e información sobre los asesinatos de niñas y mujeres en Ciudad Juárez. Una carta, el diario de una víctima, poemas y diversos textos conforman esta obra de teatro documental. Ejemplo de teatro comprometido con las causas del presente, una mezcla de propuestas teatrales con el periodismo, el testimonio y otros recursos basados en hechos verdaderos. A través de testimonios de personajes que interpretan a amigas, hermanas y hasta madres de las víctimas se pretende sensibilizar al espectador y denunciar el feminicidio de Ciudad Juárez.

    Espectáculo dirigido a público adulto. Contiene escenas que pueden herir la sensibilidad del espectador.

    PRÓXIMAS FUNCIONES

    -- 10 Marzo en el Teatro del Bosque de Móstoles (Madrid)
    -- 3 de junio Teatro Cervantes de Alcalá de Henares (Madrid)
    -- 9 de junio Teatre L'Orfeò de Montsià de Ulldecona (Tarragona)

    lunes, 30 de enero de 2012

    Los ‘feminicidios’ en Ciudad Juárez sobre las tablas de ‘Viaje al Parnaso’ en Argamasilla de Alba

    Redacción · La obra “Mujeres de arena”, de Humberto Robles, dirigida por Juanma Casero, ha sido la propuesta de la Compañía Maru-Jasp, de Alcalá de Henares (Madrid), en la segunda jornada a concurso del IV Certamen Nacional de Teatro Aficionado “Viaje al Parnaso” de Argamasilla de Alba, celebrada este sábado día 28.
    Esta segunda obra se enmarca dentro de una categoría de teatro, el documental, poco conocida entre el público en general, que pone ante el rostro del espectador las realidades del mundo, sin los filtros de los medios, es la forma más directa, tan sólo comparable a vivirla o a escucharla del propio implicado o implicada.
    Maru-Jasp ha apostado por “Mujeres de arena”, una obra documental sobre los “feminicidios” en Ciudad Juárez, en Chihuahua (México), un texto realizado sobre los testimonios de las mujeres que directa o indirectamente han sufrido esta violencia.
    Cuatro mujeres (una madre, una hija, una prima y una joven asesinada) todas ellas víctimas de los asesinatos que desde el año 1993 se vienen perpetrando en Ciudad Juárez con total impunidad, según se acusa en la obra, por la pasividad de la policía y de los distintos gobiernos mexicanos. “En Ciudad Juárez quienes buscan a mujeres desaparecidas encuentran huesos en el desierto. Allí, desde hace años, ser mujer y trabajar en una maquiladora significa estar en peligro de muerte”.
    Una obra cargada de mensaje pero sobre todo de información, que transmiten a la perfección los seis actores (tres hombres y tres mujeres) que consiguen llevar al público hacia distintos estados emocionales. Una trama directa y bestial que golpea visualmente al espectador pidiendo que acabe esa barbarie que está sucediendo antes sus ojos y que desde hace años, y en la actualidad, cercena brutalmente la vida de unas jóvenes que sufren el lado más extremo del machismo.
    Por su parte, Juanma Casero ha sabido resolver con gran maestría y originalidad una de las obras de teatro contemporáneas más montadas y representadas en el mundo, ya un clásico del teatro de denuncia, mostrando que tras los fríos y escandalosos datos hay unas familias, que anhelan, aunque con pocas esperanzas, el regreso de sus hijas, hermanas, primas, amigas…
    Desde luego no puede decirse que el público saliera alegre de la representación, aunque si muy complacido de haber visto buen teatro. De cualquier forma, su satisfacción se podrá comprobar el próximo 5 de febrero en la entrega de premios, puesto que después de cada representación el público tiene la posibilidad de puntuar cada obra.
    La próxima y última obra a concurso, "El Encierro", por Kumen, de Langreo (Asturias); se escenificará el 4 de febrero.

    domingo, 29 de enero de 2012

    Taxco

    9 febrero de 2012

    Función Taxco

    Grupo El Otro Teatro

    Dirección Claudia Aguirre

    Dones de Sorra


    En el 2012 estreno de Mujeres de Arena en el Centro para Jóvenes en Argentona (Cataluña) - Versión en catalán

    Desmoronadas en escena las "Mujeres de Arena" - Mexicali


    Desmoronadas en escena las “Mujeres de Arena”.

    Desmoronadas en escena las “Mujeres de Arena”.
    Por: Pamella Peralta / Fotos: Richard Alvarado





    Una herida que se encuentra reciente y punzante infectada con un poco de impunidad, mentiras y mas casos unidos al cajón de los recuerdos, es la realidad de Ciudad Juárez, el lugar donde las mujeres se convierten en el blanco de horrendos feminicidios, con tortura y violaciones, en algunos casos logran aparecer los restos otros no.


    Las estadísticas vienen desde 1993 donde siguen desapareciendo hasta la actualidad mujeres con los mismos rasgos físicos (delgadas, morenas, clase baja, trabajadoras de maquila) que siguen aumentando una cifra distorsionada por el gobierno pero que alarmantemente es mas grande.


    Mujeres de Arena del dramaturgo y defensor de los derechos humanos Humberto Robles, retrata el miedo de las mujeres, la desesperación, la apatía de las autoridades y del gobierno ante un caso que aumenta, además refleja diferentes dimensiones, la vida de la mujer y sueños, testimonios de familiares y personas que rodean a estas victimas que exigen justicia, y además de una figura masculina que se convierte en el portavoz de una sociedad indignada que aclama un trato digno a la mujer.

    Esta puesta en escena es un duro golpe bajo hacia la impunidad que se vive en la ciudad fronteriza de Juárez, y sus historias paralelas que le imponen a las victimas. Es un llamado de atención al espectador a que visualice una realidad latente que sigue condenándose al olvido.

    Con dirección de Alfredo Wong, la historia es iluminada con matices de luto, momentos en que el espectador es enfrentado directamente por las actrices incrementando mas el impacto del mensaje.

    ¿Cuántas muertas son muchas? Son las palabras con que puesta logró exaltar a varias mujeres del público que salieron comentando lo fuerte del tema al salir.



    Datos:
    Presentada el: 21 de enero
    Próxima presentación: 19 Febrero 20:00 horas Foro experimental del CEART







    Reparto
    Alan Slim - Invitado
    Beatriz Mancilla - Mujer 1
    Jazmín Luna - Mujer 2
    Socorro Villavicencio - Mujer 3
    Paola Alvarez - Mujer 4

    Director: Alfredo Wong

    martes, 24 de enero de 2012

    España


    Sábado, 28 de enero de 2012, en Argamasilla de Alba
    Centro Cultural Casa Medrano, C/ Cervantes, 7, Argamasilla de Alba (Ciudad Real)
    Testimonios reales, intercalados con datos e información sobre los asesinatos de niñas y mujeres en Ciudad Juárez. Una carta, el diario de una víctima, poemas y diversos textos conforman esta obra de teatro documental. Ejemplo de teatro comprometido con las causas del pre ...sente, una mezcla de propuestas teatrales con el periodismo, el testimonio y otros recursos basados en hechos verdaderos. A través de testimonios de personajes que interpretan a amigas, hermanas y hasta madres de las víctimas se pretende sensibilizar al espectador y denunciar el feminicidio de Ciudad Juárez.

    Espectáculo dirigido a público adulto. Contiene escenas que pueden herir la sensibilidad del espectador.

    PRÓXIMAS FUNCIONES

    -- 4 Febrero en Casa de la Cultura de Herrera (Sevilla)
    -- 10 Marzo en el Teatro del Bosque de Móstoles (Madrid)
    -- 3 de junio Teatro Cervantes de Alcalá de Henares (Madrid)
    -- 9 de junio Teatre L'Orfeò de Montsià de Ulldecona (Tarragona)

    San Francisco, CA



    ¿Cuántas Muertas son Muchas ?

    MARZO 10 7:00 PM
    Mission Cultural Center

    2868 Mission St. San Francisco

    MARZO 17 7:00 PM
    The MIRA Theatre Guild
    51 Daniels Ave. Vallejo 


    MARZO 24 7:00 PM
    VETERANS MEMORIAL CENTER
    1455 Madison Ave. Redwood City

    jueves, 19 de enero de 2012

    Canarias, España

    Miércoles día 19 de enero, a las 20:00 horas, Mujeres de Arena, lecturas dramatizadas.


    Mujeres de arena es un proyecto de teatro documental sobre los feminicidios en Ciudad Juárez que se ha representado en multitud de lugares del mundo y que se muestra por primera vez en Canarias. Para saber más sobre el proyecto pueden visitar el blog de Mujeres de arena y pueden, casi diría que deben, venir el miércoles a este espacio abierto.

    sábado, 7 de enero de 2012

    Le donne di Juarez



    Breve intervista ad alcune attrici dello spettacolo/testimonianza sulle donne di Ciudad Juarez (Messico, confine con Stati Uniti) nato e realizzato con lo scopo di divulgare a più persone possibili la terribile realtà del femminicidio di questa zona di frontiera.

    Maru-Jasp - España



    El montaje realizado por el grupo de teatro aficionado MARU-JASP de Alcalá de Henares, pretende denunciar la difícil situación que pasan las mujeres en Ciudad Juárez, donde se habla de feminicidio. A través de testimonios de personajes que interpretan a amigas, hermanas y hasta madres de las víctimas, se pretende sensibilizar al espectador y denunciar los crímenes cometidos a las mujeres.

    Monterrey

    miércoles, 4 de enero de 2012

    España

    MARU-JASP, Alcalá de Henares, ha sido seleccionado como GRUPO RESERVA para la XXXII Edición Nacional de Teatro en Alfajarín, Zaragoza, con la obra: MUJERES DE ARENA.

    jueves, 1 de diciembre de 2011

    “Despedimos el año en Los Santos, cerca de casa” Maru-Jasp cierra temporada con Mujeres de Arena en Los Santos de La Humosa

    Será el próximo viernes 2 de Diciembre a las 20:00h en el Salón Multiusos de la localidad y dentro de los actos programados en torno al día contra de la violencia de género. Ésta será la última oportunidad de este 2011 para ver la función dirigida por Juanma Casero y escrita por Humberto Robles.

    “Después de la intensa gira en la que hemos estado embarcados durante las últimas semanas, tener la oportunidad de llevar de nuevo a escena Mujeres de Arena en un entorno familiar y cercano es una suerte y un placer. También supone una gran responsabilidad con todos aquellos familiares y amigos que se acerquen a despedir con nosotros esta temporada llena de momentos mágicos que serán muy difíciles de olvidar para todos los que formamos el equipo. Larga vida para las Mujeres de Arena. Nos vemos pronto en los teatros.”
    Próximas funciones:
    - 4 de Febrero de 2012 XV Festival Nacional de Teatro Martín Arjona en Herrera (Sevilla)

    miércoles, 30 de noviembre de 2011

    Los Santos de la Humosa (Madrid)

    Salón Multiusos, Avda. Madrid, s/n (calle que cruza Los Santos, enfrente de Caja Madrid), Los Santos de la Humosa (Madrid - España)
    Testimonios reales, intercalados con datos e información sobre los asesinatos de niñas y mujeres en Ciudad Juárez. Una carta, el diario de una víctima, poemas y diversos textos conforman esta obra de teatro documental. Ejemplo de teatro comprometido con las causas del pre ...sente, una mezcla de propuestas teatrales con el periodismo, el testimonio y otros recursos basados en hechos verdaderos. A través de testimonios de personajes que interpretan a amigas, hermanas y hasta madres de las víctimas se pretende sensibilizar al espectador y denunciar el feminicidio de Ciudad Juárez.

    ESPECTÁCULO DIRIGIDO A PÚBLICO ADULTO.

    lunes, 28 de noviembre de 2011

    Saltillo

    Lunes, 28 de noviembre · 18:00
    Explanada del C.B.T.i.s. No. 36
    El club de teatro del C.B.T.i.s. No.36... los invita cordialmente a la función teatral de "MUJERES DE ARENA"

     TESTIMONIOS DE MUJERES EN CIUDAD JUÁREZ
    Teatro-Documental. De: Humberto Robles

    "MIENTRAS EXISTA UNA LUZ, QUEDARÁ LA ESPERANZA DE QUE VUELVAN NUESTRAS MUJERES, NUESTRAS HERMANAS, NUESTRAS HIJAS DE REGRESO A CASA"

    ENTRADA GRATUITA


    Corgua*

    viernes, 25 de noviembre de 2011

    Mexicali

    Sábado, 26 de noviembre · 20:00
    CEART FORO EXPERIMENTAL
    "MUJERES DE ARENA" Un montaje documental con textos de Antonio Cerezo Contreras, Marisela Ortiz, Denisse Dresser, Malú García Andrade, María Hope, Eugenia Muñoz y Juan Ríos Cantú. Un testimonial de las mujeres en Ciudad Juárez.

     "Mujeres de arena" es el recuerdo y la denuncia de las cientos de mujeres asesinadas en Ciudad Juárez. Es la representación del dolor inmenso de los familiares, impotentes ante la falta de ayuda de las autoridades mexicanas, que en muchas ocasiones se niegan a buscar el paradero de las desaparecidas.

     El conjunto de testimonios son desgarradores y a veces insoportables, y al mismo tiempo son una oportunidad para reflexionar sobre la inmensa descomposición de  un esquema económico y político..

    ELENCO: Alan Slim Gutierrez, Harleny Villelas, Jazmin Luna, Betty Mancilla, Paola Alvarez.

    Direccion: Alfredo Wong

    Donne di sabbia

    “Donne di Sabbia” è uno spettacolo-testimonianza-denuncia sul femminicidio di Ciudad Juarez creato e messo in scena con lo scopo di divulgare la terribile realtà che si verifica da 18 anni in questa zona di frontiera.
    L'opera, nasce da una raccolta di testimonianze dirette dei parenti delle vittime, racconta quanto accade dal 1993 a Ciudad Juárez, città di frontiera tra Messico e Stati Uniti, dove oltre 900 donne, adolescenti e bambine, sono state assassinate secondo lo stesso rituale: rapimento, tortura, sevizie sessuali, mutilazioni, strangolamento. Inoltre, sono più di 1000 i casi di donne scomparse e non ritrovate a Ciudad Juarez e nella regione di Chihuahua. Noto come "femminicidio" questo fenomeno è diventato la più vergognosa violazione dei diritti umani nella storia del Messico degli ultimi anni.
    Il clima di impunità continua a crescere senza che al momento siano state compiute azioni concrete per mettere fine a questa situazione e mentre le autorità messicane occultano la gravità dei fatti, nuovi corpi straziati di donne vengono ritrovati ad un ritmo crescente. Nell'occhio del ciclone per la sua negligenza ed incompetenza, la polizia messicana ha cercato di placare le proteste dell'opinione pubblica trovando dei capri espiatori, persone che hanno confessato la loro colpevolezza sotto tortura. Non solo la polizia non è riuscita a fermare il "femminicidio", ma si è anche resa colpevole di questi gravi abusi
    La spettacolo, organizzato dalla Commissione comunale per le pari oppurtunità e da Amnesty International, si terrà giovedì 24 novembre, alle ore 21, presso la sala "Cervi", in via Mazzini 60 a Caselle. L'ingresso è gratuito.
     

    “Mujeres de arena” obra de teatro acerca de feminicidios

    Con una asistencia de 70 personas el pasado viernes 25 de noviembre de 2011 se estrenó la obra de teatro documental “Mujeres de Arena”, en la biblioteca del Centro de Información, Investigación y Cultura (CEDIIC) del CREFAL.
    El grupo cultural Eréndira, bajo la dirección escénica de Gerardo Garza, propone a través de este montaje testimonios dramatizados, poemas e información reflexiva en torno a los asesinatos de mujeres en Ciudad Juárez, Chihuahua que, desde 1993, han venido ocurriendo sin que hasta el momento se haya investigado a fondo esta ola de crímenes. Hechos lamentables que ya suman más de 800 víctimas.

    El elenco, que motiva al público a una reflexión sensible en relación a la impunidad que impera en el país así como a la discriminación de género y clases sociales, estuvo integrado por Lourdes Vázquez, Margarita Mendieta, Edaín del Río, Olivia Sánchez, Diana Robles, Ana Adela Cota y Marcela del Río; también se contó con la participación de la flautista Lee Humphrey quien interpretó, entre cuadro y cuadro, melodías que acentuaban la atmósfera emotiva de la obra.
    “Mujeres de Arena” es una recopilación de textos de varios autores hilvanados con la dramaturgia de Humberto Robles y forma parte del programa de actividades culturales del CEDIIC durante 2011, conformado tanto por talleres artísticos como por eventos culturales de distinta índole.

    martes, 22 de noviembre de 2011

    5º CERTAMEN DE TEATRO AFICIONADO DE ALEGRIA-DULANTZI


    5º CERTAMEN DE TEATRO AFICIONADO DE ALEGRIA-DULANTZI

    PREMIO AL ACTOR DE REPARTO para Gabriel García

    FINALISTAS

    - ACTRIZ DE REPARTO: Trinidad Caballero
    - PREMIO JURADO

    domingo, 20 de noviembre de 2011

    XII CERTAMEN NACIONAL DE TEATRO “TIERRA DE COMEDIANTES”


    El ayuntamiento de Santa Elena de Jamuz organiza una nueva edición del Certamen Nacional de Teatro “Tierra de Comediantes”, que se celebrará en el Teatro Municipal de Jiménez de Jamuz, desde el día 30 de octubre hasta el día 4 de diciembre.

    El ayuntamiento trata de esta manera de mantener viva la tradición de las Comedias de Jiménez de Jamuz que datan del siglo pasado.

    El certamen de este año contará con doce representaciones interpretadas por compañías teatrales de diferentes localidades españolas, entre las que se encuentra la compañía leonesa “LAGA LERNA” de Villaquilambre y la compañía ganadora del certamen del año 2010, la valenciana “STRESS DE QUATRE”.
     
    Domingo 20 de noviembre - 19 h. “MUJERES DE ARENA” (Humberto Robles) – MARU-JASP (Alcalá de Henares) – Teatro documental – No recomendada a menores de 18 años